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Anche l’ex ministro Brambilla ‘spiata’ dagli hacker romani

ROMA – “Chiaramente siamo di fronte ad un gravissimo tentativo di interferire nella vita pubblica del nostro Paese attraverso sistematiche violazioni della privacy. Le ‘vite degli altri’ devono restare ‘degli altri’ e ringrazio i magistrati e la polizia postale per aver riaffermato, nel più concreto dei modi, questo principio di libertà e di civiltà”.

Così l’on. Michela Vittoria Brambilla commenta l’indagine, condotta dalla Polizia postale e coordinata dalla procura di Roma, che ha portato all’arresto di due persone, accusate di spiare politici, istituzioni, pubbliche amministrazioni, studi professionali e imprenditori di livello nazionale: Matteo Renzi, Mario Draghi, Ignazio La Russa, Fabrizio Cicchito, Piero Fassino, l’ex ministro Fabrizio Saccomanni, Stefano Caldoro, monsignor Gianfranco Ravasi ed anche l’ex ministro Brambilla.
Responsabili dell’attività di spionaggio e dossieraggio sono fratello e sorella, l’ingegnere informatico Giulio Occhionero e la sorella Francesca Occhionero, arrestati martedì dalla polizia.
“Sono consapevole delle limitazioni che la privacy di un personaggio pubblico deve subire, ma vi sono confini insuperabili e diritti garantiti a tutti i cittadini che non si possono violare. Quanto alle mie e-mail, la prima cosa che ho pensato è stata: ‘Che noia leggersele tutte! Speriamo almeno che qualcuno si sia così interessato alle tematiche animaliste che, com’è noto, sono largamente protagoniste del mio impegno sociale e politico’”.

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10 gennaio 2017 — 17:28 / Attualità, Politica
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