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Caos traffico. Lecchesi esasperati ma soluzioni non se ne trovano

Le code di questa mattina, venerdì, sul Ponte Manzoni dopo l’incidente

 

LECCO – Ci risiamo: un altro incidente stradale sulla SS36 ha mandato nuovamente in “tilt” il traffico di mezza città. Tutto è successo poco dopo le 7 con lo scontro tra due mezzi nella galleria del Barro, un furgoncino che ribalta sulla corsia di sorpasso, l’altra vettura che resta incidentata sulla corsia di marcia; chiuso il tunnel e istituita l’uscita obbligatoria a Pescate.

E’ iniziata così l’ennesima giornata da dimenticare sulle strade lecchesi, con code ovunque in città, in prossimità delle uscite principali dal capoluogo dove si accalcavano gli automobilisti non potendo usufruire della statale. Altri sono rimasti invece in coda, impazienti di poter raggiungere la propria destinazione che, per la gran parte di loro, era il posto di lavoro, con ritardi che hanno creato disagi per uffici e attività commerciali:

Le conseguenze di queste situazioni sono che meta’ del mio personale e’ arrivato tardi in ufficio con gli evidenti disservizi da parte nostra e dalle 10 circa ho il negozio strapieno e non riusciamo a lavorare correttamente”, scrive Giulio Azzoni, della Ferramenta Azzoni Lecco di Pescarenico alla nostra Redazione e chi invece chiede l’istituzione di “un’unità di emergenza ad hoc”.

L’incidente avvenuto nel tunnel, un mezzo dei due coinvolti si è ribaltato

 

Un copione che si ripete troppo spesso e quello che tanti si domandano è perché si non riesca a trovare una soluzione. “Il problema principale è che l’incidente è successo in concomitanza con l’ora di maggiore traffico su una delle strade più trafficate, coinvolgendo entrambe le corsie. Non c’era altra possibilità che chiudere il tunnel. E non ci sono neanche altre alternative se non l’uscita di Pescate – ci spiega il Comandante della Polstrada, Mauro Livolsi – Piove e accadono gli incidenti,  occorrerebbe anche una maggiore prudenza da parte degli automobilisti”.

Un piano di emergenza? Esiste, ed è quello varato con la Prefettura in seguito alla frana scesa dal San Martino nel 2014 che aveva costretto alla chiusura della SS36 tra Lecco e Abbadia per quasi due giorni. “Questo piano riguarda solo un tratto di SS36, quello tra Abbadia e Colico,  poiché non dotato di strade secondarie e  scatta dopo un certo numero di ore di blocco – fa chiarezza Marcella Nicoletti, capo dell’Ufficio di Gabinetto della Prefettura – episodi come quello odierno non sono nelle nostre competenze”.

“Esiste anche per Lecco un piano di emergenza e consiste nell’impiego di un numero maggiore di forze dell’ordine, personale della Protezione Civile, cartellonistica per deviare il traffico, ma è utilizzabile per situazioni stanziali, il problema di questa mattina si è risolto in circa due ore, non ci sarebbe stato il tempo di predisporre il dispositivo”, spiega l’assessore comunale alla Viabilità, Corrado Valsecchi.  Ad intervenire sono stati invece gli agenti della Locale, come confermato dal vicesindaco Francesca Bonacina e dal Comandante Franco Morizio.

Il traffico direzionato verso lo svincolo  di Pescate dalle torce posizionate da un cittadino in accordo con la Polstrada, prima che intervenisse la pattuglia. Tanti nel frattempo gli automobilisti che si erano accalcati all’ingresso del tunnel, nonostante l’indicazione di uscita obbligatoria indicata dal tabellone elettronico

 

“Avevamo due auto impegnate, quattro agenti, che hanno gestito la viabilità dove c’erano le criticità maggiori – ci racconta Morizio – inizialmente erano sul lungolago, poi alla rotonda di fronte all’Esselunga, poi ancora in via Amendola, in Corso Martiri e al Ponte vecchio, si spostavano dove c’era un maggiore indice di traffico, aiutati con birilli per far scorrere di più traffico, mantenendoci in contatto con i Vigili del Fuoco che operavano all’interno del tunnel e che ci aggiornavano sulla situazione dell’incidente”.

Due sole pattuglie, quelle disponibili in Comando, a dirimere il traffico in città e costrette a fare spola tra i punti più problematici. Possibile non vi siano altre soluzioni? La  stessa domanda l’abbiamo rivolta anche ad Anas e attendiamo il loro parere.

Il problema è che viviamo in un posto bellissimo ma con sua conformità, ci sono solo 3 uscite e due accessi, e quando succede qualcosa inevitabilmente si blocca tutto. Ricordiamoci cos’era Lecco prima che aprisse il tunnel del Monte Barro, oggi l’aggravante è che ci sono più auto in circolazione. Prossimamente ci sarà la desemaforizzazione di Viale Costituzione che potrebbe migliorare la situazione viabilistica ma non aspettiamoci che sia una panacea”.

Eppure qualcosa di più si potrebbe fare, gli stessi lecchesi lo chiedono. Per esempio, perché non installare dei cartelloni elettronici a messaggio variabile nei punti strategici della viabilità cittadini?
In questo modo si riuscirebbe ad informare gli automobilisti in “real time” a fronte di improvvise chiusure e blocchi stradali, a cominciare dalla Statale 36, arrivando persino a stimare il tempo di riapertura dell’arteria bloccata. E questo senza dove far ‘rimbalzare’ da un incrocio all’altro i pochi vigili disponibili.

Un esempio virtuoso di quando Lecco riuscì a dirimere in modo eccellente un annoso problema viabilistico, fu il senso unico alternato per i mezzi pesanti attivato sulla vecchia Lecco – Ballabio. Una soluzione palliativa, suggerita dall’allora Comitato Sos Lecco – Ballabio al neo sindaco Lorenzo Bodega, il quale prese in seria considerazione il suggerimento attuandolo con enormi benefici per tutti, questo in attesa (e che attesa!) del completamento della nuova arteria statale SS36 Dir.

A proposta fatta, allora ci fu chi sobbalzò sulla sedia dicendo: “Soluzione impossibile”. Qualcuno replicò provocatoriamente ricordando che “sulla Luna l’uomo mise piede nel lontano ’69…”. Risultato: il senso unico alternato venne istituito grazie ad un’intesa raggiunta attorno ad un proficuo tavolo di lavoro.

Determinazione, lungimiranza, capacità decisionale e buona volontà, furono i principali ingredienti per trovare la soluzione. I lecchesi auspicano una medesima predisposizione per affrontare il “nuovo” problema viabilistico.

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19 maggio 2017 — 17:25 / Attualità, Lecco
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