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Inchiesta rifiuti, la sinistra lecchese: “Più vigilanza e trasparenza”

Tino Magni,  referente di Democrazia è Partecipazione

LECCO – Riceviamo e pubblichiamo:

“A tutti i sindaci, assessori, consiglieri comunali dei Comuni della provincia di Lecco: le rivelazioni di questi ultimi giorni, riferite dapprima in un articolo del 13 Luglio 2017 da “Il Fatto Quotidiano” e confermate poi dall’associazione “Qui Lecco Libera”, che ha fatto espresso riferimento a specifici passi dei documenti processuali dell’inchiesta condotta dalla DDA (Direzione Distrettuale Antimafia) di Brescia, ci inducono ad una riflessione su come la classe politica e gli amministratori comunali del lecchese stiano tenendo una guardia troppo bassa sulla questione, in generale, del trattamento dei rifiuti.

La poca decisione nel fermare l’insostenibile progetto del teleriscaldamento alimentato a rifiuti, la bocciatura del referendum da noi richiesto per dare la parola ai cittadini su questo tema, la quasi totale indifferenza rispetto alla chiarissima delibera dell’ANAC che ha dichiarato nulla l’elezione del Presidente del CdA (Consiglio di Amministrazione) di Silea Spa; a ciò, oggi si somma anche la reazione verso un’inchiesta giudiziaria tanto delicata quanto preoccupante, che coinvolge anche la società pubblica che i Comuni lecchesi hanno costituito ed a cui hanno affidato con ampia fiducia il servizio completo della gestione dei rifiuti, dalla raccolta al trattamento allo smaltimento degli stessi.

Da quanto sta emergendo in questi giorni, parrebbe che nell’inceneritore di Valmadrera venissero bruciati altresì rifiuti provenienti dalla Campania e non trattati in conformità. Una domanda seria, cari amministratori comunali, ce la dobbiamo quindi porre: siamo davvero in condizione di esercitare un “controllo analogo” su questa azienda? E soprattutto, abbiamo fatto tutto quanto è in nostro potere per verificare che la gestione dei rifiuti fosse effettuata in modo impeccabile? Se la risposta è no, attiviamoci immediatamente per un cambio radicale nelle scelte, nell’approccio ai problemi, ma anche nell’individuazione delle persone più adatte: siano essi i dirigenti, i titolari degli incarichi politici e di amministrazione, o gli organi di controllo, verifica e vigilanza.

Non possiamo attendere sempre l’intervento di magistratura o Enti superiori, per poi rimanere stupiti ed indignarci. Dobbiamo alzare il livello di attenzione. Un primo, tangibile segno che, come lista e gruppo provinciale, vogliamo dare, è proporre a tutti i sindaci, assessori e consiglieri comunali, di rivolgere una richiesta a Silea pretendendo, con la massima trasparenza e chiarezza, un rapporto dettagliato e circostanziato, in cui siano puntualmente indicati i quantitativi e le tipologie di rifiuti, provenienti da Campania, Lazio o altre regioni, inceneriti nell’impianto id Valmadrera dal 2014 ad oggi. E altresì una relazione sui rapporti tra la società e gli altri soggetti coinvolti nell’indagine giudiziaria della Dda. Se le spiegazioni non fossero convincenti, se ne dovranno trarre le dovute conseguenze, anche sulla fiducia riposta nella società e nelle persone che la guidano, rappresentano e dirigono”.

Democrazia è Partecipazione

 

 

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19 luglio 2017 — 17:55 / Ambiente, Attualità, Lettere
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