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Lettera. “Galleria di Paré poco illuminata: i ciclisti chiedono più sicurezza”

La galleria di Paré, la luce visibile è il faro di un ciclista che la sta percorrendo

 

VALMADRERA  – Riceviamo e pubblichiamo la lettera di un lettore:

Egregio direttore, scrivo per segnalare che la famosa galleria di Parè chiusa al transito alle biciclette e ai mezzi non a motore da diversi mesi a causa della scarsa illuminazione da qualche giorno è ancora più buia.

Funziona una luce ogni dieci circa. In questi mesi le biciclette transitavano comunque. Con prudenza e un’adeguata illuminazione di segnalazione era tranquillamente percorribile, ma dall’inizio di questa settimana è assolutamente impraticabile.

Ammetto che molti ciclisti hanno regolarmente ignorato il divieto violando le norme del codice della strada, ma mi sembra doveroso segnalare quanto fosse assurdo il divieto. ..

“Le luci sono spente, non abbiamo i soldi per ripararle quindi non ci passate. Se lo fate non ci assumiamo responsabilità…noi vi avevamo avvertito!” Capisce quanto sia grottesca questa situazione?

Mi ricorda quelle amministrazioni che invece che riparare le buche sulla strada riducevano i limiti di velocità così da scaricarsi di ogni colpa. Senza contare, poi, che all’ingresso della galleria non viene segnalato alcun percorso alternativo”.

 

“Un cicloturista in vacanza magari diretto a Bellagio dove va? Ma l’importante è fare propaganda sulla mobilità sostenibile su lakecomo.it (la Provincia..ma guarda un pò). Chi è del luogo invece un percorso alternativo lo potrebbe anche fare:

1) Valmadrera- Civate- Galbiate- Oggiono-Annone (toh manca un ponte perchè è crollato)- Cesana – Canzo-Valbrona..ecc.. qualcosa come 30Km in più. Poco più di un’ora sul normale tempo di percorrenza. Non è poco.

2) Valmadrera – Civate e poi tutta dritta fino passando da Eupilio e Pusiano, ma…aspetta…c’è un tratto sulla SS36 che è vietata al transito delle bici!

Qui mi fermo con l’ironia perchè da ridere c’è poco. Nessuno si assume la responsabilità e gioca allo scaricabarile.

Mi chiedo poi se sia legale una condotta del genere. Chiudere al transito una strada per ragione assolutamente non straordinarie e risolvibili in poco tempo (parliamo di luci fulminate non di un crollo o chissà cosa) mi sembra sia un danno grave alla collettività che meriterebbe attenzione maggiore.

 

“Credo di poter parlare a nomi di tutti quei ciclisti, ma non solo, che transitano lungo quel tratto di strada e che vogliono solo muoversi in tutta sicurezza sperando di portare a casa la pelle. Direi che si tratta di un diritto insindacabile che non si può ignorare.

Vorrei capire quanto potrebbe costare un intervento manutentivo del genere per accettare una motivazione legata alla mancanza di fondi (ma se i soldi non si utilizzano in questi casi cosa paghiamo a fare le tasse???) I ciclisti della zona sarebbero disposti, a mio avviso, a tassarsi di una cifra simbolica per contribuire alle spese di manutenzione pur di tornare ad usufruire della galleria in sicurezza. Sarebbe la prima volta in cui avremmo la certezza di sapere dove vanno a finire i nostri soldi”.

Giovanni Mazzei

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17 maggio 2017 — 13:26 / Attualità, Lettere, Valmadrera/Dintorni
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