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Reati informatici e Cyberbullismo al centro del convegno con la Polizia

 

LECCO – Il web è la nuova frontiera del crimine: dalle truffe ai furti d’identità e dati, dalla pedopornografia allo spaccio di droga, dal mercato nero delle armi al terrorismo, la rete è un luogo dove trovano spazio reati e malaffare, in superficie o nascosti nei suoi angoli più remoti.

“E’ un tema grande importanza e attualità” ha sottolineato il questore Filippo Guglielmino introducendo il convegno di martedì pomeriggio organizzato dalla Questura di Lecco in Camera di Commercio incentrato sulla sicurezza informatica.

“La Polizia di Stato oggi deve approcciare i reati non solo con metodi tradizionali – ha proseguito il questore – Internet è come un’immensa ‘autostrada’ virtuale che deve essere presidiata”.

Il questore Filippo Gugliemino con il commissario capo Rocco Nardulli

 

Nel lecchese, ha spiegato Gugliemino, “quest’anno abbiamo rilevato un leggero decremento quest’anno delle truffe e frodi informatiche rispetto al 2016, però, l’insieme dei delitti informatici (tra i quali la sostituzione di identità e l’accesso abusivo alle banche dati) sono invece aumentati del 6%. Quindi il fenomeno è diffuso”.

Sono soprattutto gli esperti della Polizia Postale a monitorare il web e la sua sicurezza. Oltre ad una centrale nazionale, la Polizia Postale dispone di venti compartimenti regionali e 80 sezioni provinciali.

 

La nostra attività riguarda gli attacchi informatici, quando colpiscono infrastrutture critiche come enti statali o strategiche come per esempio le centrali energetiche. Ci occupiamo anche di cyberterrorismo e movimento eversivi in supporto di altri organismi investigativi, ma anche di financial cybercrime, la tutela dei minori, reati in ambito postale e di pirateria informatica in collaborazione con la Guardia di Finanza” ha spiegato il commissario capo Rocco Nardulli, vice dirigente Compartimento Polizia Postale di Milano, intervenendo come relatore al convegno lecchese.

Reati che spesso si celano nell’oscurità del Dark Web, la rete ‘sommersa’ dove trovano spazio anche “scambi e affari illegali nell’anonimato di chi lo utilizza – prosegue Nardulli – ci sono siti come ‘Silk Road’ , la via della seta, dove è possibile acquistare droga, banconote false, farmaci stimolanti e armi”.

Ma il web, che ha rivoluzionato la vita quotidiana, ha trasformato anche fenomeni come il bullismo tra i ragazzi, che con internet è uscito dalle scuole entrando nei social network e amplificato il suo effetto (e le conseguenze) su chi lo subisce.

“E’ qualcosa di insidioso che vede i giovani soggetti attivi e passivi” ha detto il questore ricordando la nuova legge (71 del 2017) dedicata proprio al cyberbullismo “che prevede responsabilità in capo anche ad insegnanti e dirigenti, sancendo la necessità di monitorare il fenomeno”.

Carlo Ambrogio Mazza, vicario del Questore

 

“Questa legge – è intervenuto al convegno il questore vicario Carlo Ambrogio Mazza – è stata voluta dal legislatore in una forma sopratutto di prevenzione, oltre che di contrasto, e introduce una grande novità: il provvedimento di ammonimento che può emettere il questore nei confronti di minorenni ultraquattordicenni. E’ uno strumento di prevenzione già utilizzato per un altro fenomeno di attualità, lo stalking, e si mantiene fino alla maggiore età”.

Nel caso in cui l’ammonimento venga violato “si passa ad una fase diversa, quella della repressione. Non esiste un reato di cyberbullismo, questa manifestazione è un insieme di condotte che viene messa in pratica attraverso la rete, e dà luogo a reati specifici come la molestia, la minaccia, la diffamazione e l’ingiuria. Oggi più che in passato c’è una maggiore consapevolezza sulle conseguenze e tutti i soggetti stanno dando il loro contributo nella prevenzione, il circuito scolastico è pienamente coinvolto”.

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14 novembre 2017 — 18:49 / Attualità
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