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Schianto ultraleggero. Un’ora prima un altro lecchese sullo stesso aereo

di C.F.

L’ultraleggero precipitato, a bordo vi erano un 27enne istruttore milanese e il 17enne di Osnago, morti entrambi

LECCO – “Al solo pensiero che 10 minuti prima su quello stesso aereo stava volando mio fratello rabbrividisco. Non è possibile, non ci sono parole”.

A parlare è Alberto Lovati, lecchese, di Castello. La tragedia che si è consumata nel pomeriggio di ieri venerdì 14 aprile, dove il 17enne di Osnago Nicola Beretta ha perso la vita insieme al suo istruttore, Rodolfo Frigerio, 27enne di Milano, ha toccato da vicino anche la sua famiglia. Come ci ha raccontato infatti, prima di Nicola, sull’ultraleggero precipitato aveva volato suo fratello minore, legato a Nicola non solo dalla passione per il volo ma da una forte e salda amicizia.

Nicola Beretta

Mio fratello e Nicola erano compagni di banco a scuola, frequentavano la quarta dell’Istituto Tecnico Areonautico al Volta – ha raccontato Alberto – condividevano lo stesso sogno dell’Areonautica Militare. Proprio insieme avevano conseguito il brevetto e stavano effettuando delle ore di volo in più per poter portare un passeggero“.

Ieri presso il campovolo “Aviosuperficie JFK” di Dovera, in provincia di Crema, i due amici si erano preparati come tante altre volte al volo: prima Lovati, poi Beretta.

Qualcosa però durante il volo dell’osnaghese è andato storto: parrebbe un guasto al motore, la perdita improvvisa di quota e quindi lo schianto, nell’aia di una cascina poco distante dal campovolo. L’ultraleggero sul quale Nicola e il suo istruttore viaggiavano ha preso fuoco nell’impatto: inutile l’intervento dei soccorsi, giunti prontamente sul luogo della tragedia. I due giovani sono morti sul colpo.

“Non ci sono parole – ha detto Alberto Lovati – mio fratello aveva finito il giro 10 minuti prima. E’ comprensibilmente sconvolto, con Nicola era legato da un’amicizia fraterna, rinsaldata dalla passione per il volo che gli è stata fatale purtroppo”.

Nicola Beretta viveva a Osnago con i genitori e due fratelli. “Era un ragazzo solare e determinato, non doveva succedere. Siamo vicini alla famiglia che non meritava questo dolore” ha concluso Alberto.

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15 aprile 2017 — 09:26 / Cronaca, Lecco
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