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Erve. Chiesa di S. Maria Assunta: il 6 gennaio la Messa di Gloria di Mascagni

coroERVE – La Messa di Gloria, composta a Cerignola (Foggia) nel 1888 dal Maestro Pietro Antonio Stefano Mascagni (Livorno 1863 – Roma 1945) verrà eseguita integralmente il 6 gennaio, alle 20.45, nella Chiesa parrocchiale Santa Maria Assunta a Erve e per l’occasione canteranno due cori: il coro Petri Apostoli Cantores della parrocchia di Trescore Balneario e il coro San Gervasio della parrocchia di Capriate San Gervasio.

Parteciperanno due solisti: il tenore Luigi Albani (attualmente impegnato artisticamente presso il coro del Teatro alla Scala) e il baritono Giuseppe Capoferri (attualmente impegnato artisticamente presso il Teatro Regio di Torino). Saranno accompagnati all’organo da Paolo Giustinoni ed Emanuele Gaspani Direttore dei complessi artistici, per l’occasione sarà il Maestro Mario Gaspani.

“Questa Messa giovanile – spiega il Maestro Giosuè Berbenni – dimostra il travolgente, energico talento di un compositore capace come pochi di plasmare la meditazione patetica nel senso di una commozione religiosa più che liturgica e spirituale, in quanto intrisa di appassionata partecipazione intima e umana. La polifonia è quasi del tutto assente: domina nella scrittura corale una massiccia omofonia, a tratti declamatoria. Nei brani solistici (le voci sono quelle di Tenore e di Baritono) si dispiega una scrittura vocale in cui la sontuosa invenzione melodica fornisce materiale per una grande ricchezza espressiva, raramente retorica”.

“All’epoca delle prime esecuzioni – prosegue il Maestro Berbenni – tra il 1888 (a Cerignola, per cori e strumentisti non professionisti) e il 1891 (nel Duomo di Orvieto), non mancarono critiche severe di chi sottolineava l’assenza di uno stile sacro e l’insistita presenza di una scrittura drammatica di gusto operistico. La critica moderna parla di ingenuità; in realtà la Messa è un prodotto assolutamente originale, pervaso fino in fondo dallo stile mascagnano. Lo è nella freschezza melodica che attraversa l’intera partitura; lo è nella scelta di una musica da chiesa popolare ed efficace. Le esigenze della liturgia qui sono lontanissime, eppure non si coglie un tono ‘profano’; la genuina ispirazione garantisce la ‘contemplazione spirituale’ che Mascagni avrebbe teorizzato a partire dal 1900. Non ci sarà forse devota preghiera in questa Messa, ma c’è sicuramente espressione di fede autentica, umanissima e vibrante di commozione, un afflato di spontaneità e di freschezza”.

 

 

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4 gennaio 2017 — 10:36 / Calolziese, Cultura
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