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Confartigianato: “Troppo fisco sulle imprese, serve manovra coraggiosa”

Vittorio Tonini, a sinistra, e il presidente Daniele Riva.

 

LECCO – “La nostra ripresa economica è ancora fragile, con un tasso di crescita tra i più bassi d’Europa”. Questa la considerazione di Confartigianato che, in merito al recente Documento di Economia e Finanza (DEF), sta partecipando nell’ambito di Rete Imprese Italia alle audizioni presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato, portando al Governo la voce degli artigiani.

La richiesta di Confartigianato è che venga attuata una manovra rafforzata da maggiori investimenti, dalla rapida riforma della giustizia civile, da agevolazioni mirate sui giovani che entrano nel mondo del lavoro sia come imprenditori sia come dipendenti. Tra le note positive, viene apprezzata l’intenzione di evitare l’entrata in vigore delle clausole di salvaguardia, a patto che il buon proposito venga confermato nella manovra di ottobre.

“Sono necessarie risposte rapide e concrete alle imprese – sottolinea Daniele Riva, presidente di Confartigianato Lecco – in un contesto preoccupante sul fronte dell’occupazione, del credito, del fisco: in particolare nel 2017 l’Italia evidenzia un maggior prelievo fiscale rispetto all’Eurozona di 21,3 miliardi di euro, pari a 1,3 punti di Pil. Non possiamo bloccare la ripresa sotto questa montagna di carico fiscale. Serve maggiore flessibilità per evitare che gli automatismi delle politiche di austerità ci soffochino”.

“Per ridurre il carico fiscale sulle imprese – prosegue Vittorio Tonini, segretario generale dell’Associazione – chiediamo l’aumento della franchigia Irap, la deducibilità completa dell’Imu pagata dalle imprese sugli immobili produttivi e l’accorpamento di Imu e Tasi. Sul fronte dei costi energetici a carico delle piccole imprese, sollecitiamo il riequilibrio degli oneri generali del sistema elettrico, pari a 16 miliardi di euro, che oggi gravano soprattutto sulle piccole imprese e che vanno spostati sugli energivori”.

In materia di credito, Confartigianato sottolinea la necessità che il Fondo Centrale di Garanzia torni a operare nell’interesse delle imprese e non per ridurre l’assorbimento di capitale delle banche. Per quanto riguarda l’occupazione, è necessario potenziare gli interventi a favore del sistema duale di formazione e lavoro e concentrare le risorse a sostegno dei giovani nei primi 3 anni di ingresso nel mercato del lavoro come dipendenti, autonomi e imprenditori.

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20 aprile 2017 — 11:04 / Economia
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