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Oltre 5 mila nuove assunzioni previste, più giovani ma meno stabili

LECCO – Un dato che lascia sperare per la ripresa occupazionale quello che emerge nell’ultimo rapporto sul lavoro redatto dalla Camera di Commercio, riguardante le nuove assunzioni delle imprese lecchesi: ben 5.330 quelle previste tra settembre e novembre di quest’anno. A cercare nuovo personale sarà il 16,7% delle aziende con almeno un dipendente.

Il 71,4% delle assunzioni preventivate dalle imprese lecchesi riguarderà lavoratori dipendenti, contro l’81,7% lombardo e l’83,1% nazionale; pertanto si conferma la tendenza delle nostre aziende a ricorrere ai contratti atipici in misura più significativa rispetto alle altre province italiane, inoltre solo il 32,8% delle nuove assunzioni previste avverrà con contratto a tempo indeterminato; l’11,3% tramite apprendistato (uno dei valori più elevati tra le province lombarde, dopo Sondrio e Varese); la maggior parte, il 52,4%, con contratto a tempo determinato e il 3% con altre forme.

Le assunzioni “stabili” si concentrano soprattutto nel comparto delle costruzioni (46%) e dei servizi alle imprese (41,7%); viceversa, turismo e servizi alle persone sono i settori che ricorrono maggiormente al tempo determinato (rispettivamente 60,9% e 54,3%). Nel turismo si evidenzia anche il forte ricorso ad altre forme contrattuali (14%)

Ed è proprio nel terziario che si concentrerà i numero di entrate maggiori, il 54,8%, ovvero 2.920 assunzioni, pur rappresentando la quota più bassa tra i territori lombardi (la media regionale si attesta al 72,4% e quella nazionale al 69,4%). Viceversa, la nostra provincia occupa la seconda posizione regionale (dopo Mantova) per quota di assunzioni nel manifatturiero: Lecco 37,1% (con 1.980 nuovi ingressi); Lombardia 19,2%; Italia 21,2%. In linea con il dato regionale, ma inferiore a quello nazionale, l’apporto del settore delle costruzioni (Lecco 8,3% con 440 nuovi posti previsti; Lombardia 8,4%; Italia 9,3%).

Il 68,7% delle entrate programmate si concentrerà nelle imprese con meno di 50 dipendenti: valore superiore sia alla media regionale (56,4%) che al dato italiano (63,9%). Il 19,8% delle assunzioni lecchesi riguarderà aziende di medie dimensioni (tra 50 e 249 dipendenti) e l’11,5% le realtà imprenditoriali più grandi1.

Per quanto riguarda le figure professionali, il 25,7% delle nuove entrate sarà destinato a dirigenti, specialisti e tecnici (cosiddette figure “high skill”): Lecco si posiziona al terzo posto della graduatoria lombarda, preceduta solo da Milano e Monza, evidenziando una quota inferiore alla media regionale (26,8%), ma superiore a quella nazionale (20,8%). Il 15,3% delle assunzioni sarà destinato a personale laureato mentre il 59,1% dei posti è riservato a diplomati e il 20,4% a chi ha solo terminato la scuola dell’obbligo.

Tra i profili maggiormente richiesti dalle imprese lecchesi spiccano figure a medio-bassa specializzazione: ai primi 4 posti troviamo figure di operai nelle attività metalmeccaniche ed elettromeccaniche; cuochi, camerieri e altre professioni dei servizi turistici, tecnici delle vendite, del marketing e della distribuzione commerciale e commessi e altro personale qualificato in negozi ed esercizi all’ingrosso.

Il 40,9% delle assunzioni programmate interesserà giovani con meno di 29 anni: percentuale superiore alla media regionale e italiana (rispettivamente 38,4% e 36,1%). In Lombardia, solo Sondrio ha un valore più alto (46,7%). Per alcune famiglie professionali la quota di “under 29” è particolarmente consistente: è il caso dell’area produzione di beni ed erogazione di servizi (2.470 ingressi programmati, di cui il 45,6% giovani) e delle aree commerciali e della vendita (1.000 figure richieste, su cui la quota di giovani è pari al 41,3%).

Altro aspetto indagato con particolare attenzione è quello delle figure professionali di difficile reperimento. Il fenomeno riguarda il 30,6% delle assunzioni previste nell’area lecchese (in termini assoluti ben 1.630 posizioni), il 25,4% in Lombardia, il 24,3% in Italia. “Dunque, le nostre imprese hanno in media maggiori difficoltà a reperire personale specializzato” – spiegano dalla Camera di Commercio. Il fenomeno è particolarmente sentito in determinate famiglie professionali, come per i tecnici della progettazione (41,4%, pari a 380 posizioni) e per direzione e servizi generali (41,1%, pari a 80 figure). In particolare, le difficoltà di reperimento riguardano oltre un terzo degli 810 laureati ricercati dalle imprese lecchesi: le motivazioni addotte dalle stesse sono in primis il ridotto numero (21,2%) e la scarsa preparazione dei candidati (13,7%).

Inferiore alla media regionale e nazionale è la quota di personale femminile ricercato dalle imprese lecchesi: 13,1% delle assunzioni previste tra settembre e novembre (Lombardia 13,9%; Italia 14,9%). Considerando anche la quota parte delle assunzioni per cui le aziende non esprimono preferenze di genere, il valore lecchese diventa più che doppio (27%), ma rimane inferiore alla media lombarda (33%)

Le statistiche emergono dall’indagine Excelsior che, a partire dal maggio di quest’anno, viene svolta mensilmente dalle Camere di Commercio (per le imprese oltre 50 addetti) e da Infocamere tramite l’invio di questionari online e interviste telefoniche. L’indagine è coordinata a livello nazionale da Unioncamere, in accordo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro (ANPAL), il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I dati raccolti sono a “scorrimento”: ogni mese vengono richieste alle aziende del territorio le previsioni occupazionali del trimestre successivo.

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6 ottobre 2017 — 13:55 / Economia
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