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Targa per il 70° dell’Avis Lecco: “Traguardo che riempie di orgoglio”

di C.Franci

Un momento dell’Assemblea Annuale Avis Lecco

 

LECCO – 70 anni di attività, quasi 5 mila donatori attivi e tanta, tantissima voglia di fare. La realtà dell’Avis Comunale di Lecco festeggia con orgoglio il ragguardevole traguardo dei 70 anni e accanto alla mission quotidiana, quella del diffondere la cultura del dono, non tralascia l’impegno concreto per il territorio.

Ne sono una prova tra gli altri i progetti recentemente avviati, volti alla riqualifica del parco Addio ai Monti a Pescarenico, dove si trova il monumento dei Donatori, e il dono di un’altalena per ragazzi diversamente abili che verrà presto installata al Parco di Villa Gomes a Maggianico. Ma non solo: vale la pena ricordare l’impegno nelle scuole, con incontri di promozione e l’annuale consegna delle borse di studio ai diplomandi meritevoli, così come l’attiva partecipazione ad iniziative ludiche e culturali (la prossima sarà alla festa di Halloween a Ballabio dove un furgoncino dell’Avis sarà presente per rispondere a tutte le domande sulla donazione).

Il prossimo 1° novembre presso il Monumento dei Caduti si terrà la tradizionale cerimonia dell’Avis Lecco, durante la quale sarà scoperta la targa realizzata apposta per il 70esimo anniversario della sezione. Un momento di riflessione, festa e incontro con la cittadinanza al quale il presidente Andrea Bonaiti chiede di non mancare.

Da sinistra: il presidente Avis Lecco Andrea Bonaiti con il presidente della Provincia di Lecco Flavio Polano e l’assessore comunale Simona Piazza

 

E’ proprio a lui che abbiamo chiesto di tracciare un quadro della realtà dell’Avis Comunale di Lecco, nata nel marzo 1947 grazie a Ferruccio Mascherpa, donatore milanese che grazie al suo sangue salvò la vita ad un operaio vittima di un incidente sul lavoro. “Ad oggi – fa sapere – abbiamo 4.840 soci attivi, cioè donatori, di cui 1.836 donne e 3.004 uomini. Molti sono giovani. Un numero considerevole e che ci consente di provvedere pienamente al fabbisogno del territorio e non solo“.

Come spiegato infatti il sangue raccolto dal Centro Trasfusionale dell’Ospedale di Lecco, non viene solo utilizzato nel presidio lecchese ma ‘esportato’ in altri ospedali, lombardi e non. Ad occuparsi dello “smistamento” è l’Areu (Azienda Regionale Emergenza Urgenza) che a seconda delle necessità indica dove destinare le sacche di sangue raccolte nel lecchese (oltre 7 mila quelle raccolte nel 2016, ndr). “Molte richieste arrivano dall’Ospedale Niguarda – ha detto Bonaiti – ma anche dal Lazio e dalla Sardegna, dove non è che non ci siano i donatori, ma la diffusione dell’anemia mediterranea fa sì che spesso di trovino nell’impossibilità di effettuare la donazione, dovendo dunque reperire sangue da altre parti”. E Lecco risponde ampiamente alla richiesta, senza nulla togliere a quella del suo territorio.

Andrea Bonaiti

 

Un sistema, quello italiano, che Bonaiti definisce senza mezzi termini “un fiore all’occhiello”: “Il nostro sistema di raccolta e distribuzione del sangue è apprezzato e studiato anche all’estero. In tanti paesi il sangue viene ancora venduto a pagamento, ed è un’idea che non ci piace affatto. In Italia i donatori sono volontari, non vengono retribuiti, e la donazione è anonima. Un sistema che funziona bene, lo vediamo a Lecco ma anche in tantissime altre realtà Avis sparse nel paese”.

Tra i gruppi di sangue più richiesti fa sapere Bonaiti c’è l’A+, mentre ultimamente l’Avis ha dovuto ‘fare i conti’ con l’aumento di cittadini stranieri bisognosi di trasfusione e di un particolare tipo di sangue. Avis Lecco sostiene il progetto “Il sangue non ha colore” e oggi conta oltre un migliaio di donatori stranieri: “Un’ulteriore ricchezza nella nostra realtà – ha commentato il presidente – che permette di avere a disposizione anche particolari tipi di sangue per le trasfusioni su soggetti stranieri, ad esempio di origine sub sahariana”.


Ma come si fa a diventare donatore? Sul sito www.avislecco.it  c’è un’apposita sezione dedicata: occorre compilare con i propri dati la cartolina digitale, inviarla e attendere la chiamata dalla sede per fissare un appuntamento con il dottore. “Per legge – spiega Bonaiti – il numero massimo delle donazione è di 4 all’anno ma difficilmente un donatore viene chiamato quattro volte. Di certo il numero dei donatori attivi non è mai troppo alto!”.

“Non posso che ringraziare tutti i soci donatori, tutti i collaboratori dell’Avis e chi si prodiga per mantenere questa realtà viva e virtuosa, esempio fulgido di cultura del dono. 70 anni sono un’età ragguardevole, ma la voglia di fare qui non manca mai” ha concluso Bonaiti.

Di seguito il programma della cerimonia del 1 novembre: 

Ore 11,00: ritrovo in Piazza Fra Cristoforo (chiesa di Pescarenico)
Ore 11,15: Il Vicario Episcopale, mons. Rolla don Maurizio, celebrerà la S. Messa
Ore 12,15: Sul piazzale della Chiesa si formerà il corteo per recarsi al “Monumento dei Donatori” con la presenza degli alfieri delle varie sezioni presenti e accompagnati dalla banda Manzoni di Lecco percorrendo: Via Maggiore, Piazza del Pesce, Piazza Era, Viale Donatori di Sangue.
Ore 12,30 Verrà scoperta la targa a ricordo del 70simo di costituzione della sezione comunale; al termine tutti all’oratorio di Pescarenico dove ci sarà un breve saluto e ringraziamenti
Ore 12,45: Rinfresco

 

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17 ottobre 2017 — 11:47 / Lecco, Sanità
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