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Calolzio, caso della dipendente comunale, il sindaco sull’archiviazione: “Verifica era atto dovuto”

Il sindaco Cesare Valsecchi

CALOLZIO – Venuti a conoscenza attraverso i mass media della conclusione con l’archiviazione del procedimento interno riguardante la dipendente comunale Sonia Airoldi, in attesa di conoscere i dettagli del documento e le eventuali motivazioni che hanno prodotto tale esito, che riteniamo positivo, esprimiamo soddisfazione perché si conferma che tutta la vicenda, pur coi tentativi di strumentalizzazione politica e purtroppo registrando commenti in alcuni casi ben sopra le righe e con implicazioni che esulano dall’ambito amministrativo, non consoni a chi ricopra ruoli istituzionali e di responsabilità pubblica, in realtà era semplicemente ciò che era: una richiesta di verifica circa affermazioni contenenti notizie interne agli uffici (quindi riservate e regolate anche dal contratto di lavoro); ciò che purtroppo genericamente non risulta infrequente all’interno del Comune.

La vicenda in questione solo incidentalmente viene a essere in relazione con informazioni utilizzate impropriamente a sostegno di posizioni politiche in opposizione a proposte programmatiche che l’Amministrazione stava presentando alla Cittadinanza, in merito alla riorganizzazione dei plessi scolastici cittadini, e non è da ritenersi correlata al pensiero dell’interessata espresso in qualità di genitore, poiché a tutti è stata consentita la più ampia espressione di opinioni, appunto anche oltre i toni del normale dibattito, con manifestazioni di varia iniziativa. A nessuno è stata negata la propria libertà; ma il limite, come nel caso degli striscioni non autorizzati e rimossi (non subito ma dopo qualche giorno, su segnalazione per la gravità delle frasi contenute) va osservato secondo il buon senso e secondo le normative.

La richiesta di verifica era un atto dovuto, a garanzia del regolare e trasparente funzionamento dell’attività amministrativa comunale. Il risultato dell’indagine, come detto, non ci è ancora noto.

Era ed è chiaro, pertanto, che non vi è stata alcuna malevola intenzione né di negazione di libertà né di presunta ritorsione personale. È vero piuttosto che il profilo volutamente basso mantenuto dall’Amministrazione comunale continua ad avere responsabilmente come prioritaria attenzione l’indispensabile clima disteso e collaborativo tra amministratori e dipendenti, volto alla serenità per consentire a tutti di compiere il proprio dovere, coscientemente, nei confronti della Cittadinanza calolziese. Ciò che rappresenta l’unico nostro obiettivo.

Cesare Valsecchi
Sindaco di Calolziocorte

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19 marzo 2017 — 17:08 / L'Opinione
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