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“Non mancano solo insegnanti di sostegno, anche gli educatori”

Paola Perossi e Filippo-Boscagli

 

LECCO –  “Il vero problema riguarda gli insegnanti di sostegno, manca personale….Ne occorrerebbero circa 190 in tutta la provincia, nelle scuole di ogni ordine e grado…” (vedi articolo) Sarebbe già drammatico di per sé.

In realtà la situazione è anche più grave, perché ci si dimentica che oltre ai 190 insegnanti mancano anche decine di educatori, soprattutto per le disabilità sensoriali (ipovedenti, sordi, ciechi…) che per ritardi dovute alle modifiche legislative ed alla nuova gestione tramite ATS, non sono stati assegnati agli alunni. Educatori professionali, che costituiscono un accompagnamento quotidiano fondamentale tanto per i ragazzi quanto per le famiglie, spesso poco considerati (infatti il sindacalista nell’articolo nemmeno li cita) e contrattualmente ridicolizzati (laureati professionisti da 9€ lordi all’ora, se il bambino è assente o malato nemmeno quelli…).

Mattia Micheli

Per cui la dimensione del fenomeno è molto maggiore dei dati proposti. Questo nel mondo della disabilità e dell’inclusione scolastica eternamente in crisi e dove a pagare il conto sono le fasce più deboli dell’infanzia ed adolescenza e le famiglie che ogni inizio d’anno non sanno dove sbattere la testa, con la ricorrente sorpresa di trovarsi senza insegnante e senza assegnato un educatore, oppure chi ce l’ha scopre le ore di sostegno tagliate e ridotte all’osso… Inoltre, la scelta dei supplenti porta purtroppo in molti casi a mandare allo sbaraglio docenti magari neolaureati in altri campi (Lettere o scienze…), privi di competenze specifiche e che non riescono così a rispondere ai veri bisogni di famiglie e ragazzi.

Se le Istituzioni scolastiche, ma non solo (dall’ATS alla Prefettura), avessero la stessa solerzia con cui fanno rispettare formalità meno gravi, vedi il numero minimo di alunni per classe per aprire o chiudere una scuola (come a Lecco ben sappiamo), nel garantire il diritto all’inclusione ed al miglior modo possibile di vivere la scuola alle fasce deboli, sicuramente le famiglie ed i ragazzi lecchesi starebbero decisamente meglio.

L’appello ai rappresentanti dei cittadini, Sindaci e Regione ( abbiamo contattato il SSR Nava affinché si faccia portatore dell’ istanza), Provincia e Parlamentari, è quello di farsi immediatamente carico di promuovere l’assegnazione degli insegnanti e degli educatori per i ragazzi disabili lecchesi, interrompendo da subito questo straziante stallo nel rispetto delle esigenze dei ragazzi e delle loro famiglie e del lavoro di educatori ed insegnanti”.

Filippo Boscagli, Mattia Micheli, Paola Perossi

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12 settembre 2017 — 15:16 / L'Opinione, Scuola
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