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Pescate, Redaelli fuori dalla maggioranza: “La Gilardoni non c’entra”

Il sindaco Dante De Capitani

 

PESCATE – “Il caso Gilardoni non c’entra niente, la decisione di escludere Roberto Redaelli dal gruppo di maggioranza Pescate per la Libertà è dovuta a divergenze divenute oramai insanabili“.

All’indomani dell’annuncio dell’uscita del consigliere comunale (e capogruppo) Redaelli dalla maggioranza il sindaco di Pescate Dante De Capitani spiega i motivi della decisione, specificando che la faccenda Gilardoni resta estranea: proprio l’altro ieri, mercoledì, l’udienza preliminare aveva infatti stabilito il rinvio a giudizio di tutti e cinque gli imputati, tra cui figura lo stesso Redaelli, capo personale dell’azienda mandellese finita al cento della cronaca a causa di presunti maltrattamenti e vessazioni sui dipendenti.

“Vorrei che venisse ben sottolineato – ha detto il sindaco – è stata solo una coincidenza, la faccenda Gilardoni non ha influito su quanto accaduto”.

Roberto Redaelli

All’origine dell’insanabile divergenza un’interrogazione consiliare di ben 9 pagine firmata da Redaelli. Il tema l’utilizzo della palestra comunale per un’ora da parte dei bimbi del Gruppo Sportivo pescate: “La richiesta era stata presentata il 25 settembre – ha spiegato De Capitani – ma a quel punto l’ora era già stata assegnata ad un corso di ginnastica per anziani organizzato dal Comune. Quindi è arrivata l’interrogazione di Redaelli”.

Interrogazione, come rilevato dal sindaco, dai toni non pacati: “Ho dovuto leggere che boicotto i bambini, io, e che le mie decisioni sono da ventennio fascista, che l’amministrazione vuole buttare fuori i bambini dalla palestra. Io in Consiglio Comunale con un’interrogazione del genere firmata dal mio capogruppo non ci vado, fosse stata della minoranza ancora ancora, ma così proprio no. Motivo per cui ho chiesto a Redaelli di valutare la decisione di dimettersi”. Opzione che lo stesso secondo quanto riferito dal sindaco avrebbe rifiutato, portando alla sua espulsione dal gruppo Pescate per la Libertà.

Gli screzi tra i a dire il vero non erano mancati, vedi l’ultima seduta consiliare durante la quale l’argomento caldo era stato il tema vaccini: “Dispiace – ha ammesso De Capitani – con Redaelli sono sempre stato legato da un ottimo rapporto, per me era come un nipote. Va bene avere delle discordanze, si discute e si risolvono, ma così era esagerato: il suo ruolo come capogruppo era quello di sostenermi, non di attaccarmi. Non sono uno che prende schiaffi in faccia – ha dichiarato – con me ha scelto il bersaglio sbagliato. Tutto il gruppo ha convenuto che fosse la soluzione migliore, anche per una certa coerenza“.

Il sindaco pescatese non ha quindi nascosto la convinzione che alcune responsabilità fossero anche del Gruppo Sportivo Pescatese: “Hanno illuso i genitori di poter avere un’altra ora quando in realtà non era vero scaricando sull’amministrazione colpe che in realtà non ci competevano”.

Come prevede lo Statuto Redaelli resterà in consiglio comunale, in minoranza (come unico rappresentante, visto che il gruppo Insieme per Pescate guidato da Enrico Valsecchi si era dimesso lo scorso febbraio), mentre la maggioranza si ritrova senza capogruppo: “Abbiamo due caratteri difficili entrambi e difficilmente l’amicizia rimarrà invariata – ha concluso De Capitani – io ci proverò”.

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13 ottobre 2017 — 12:33 / Lecco, Politica
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