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Pronto Soccorso, festa per Costadoni: in pensione dopo 40 anni di servizio

di A.B.

Donato Costadoni, caposala del Pronto Soccorso dell’ospedale Manzoni

 

LECCO – Una vita di lavoro tra il Pronto Soccorso e le ambulanze, in un settore sanitario tra i più difficili, quello dell’emergenza, dove ogni minuto conta per salvare una vita, e dopo quarant’anni di servizio finalmente può ora godersi il meritato riposo: Donato Costadoni, caposala del Pronto Soccorso del Manzoni di Lecco, festeggia la pensione.

Una festa a sorpresa, per dirla tutta, che i suoi collaboratori hanno organizzato per lui lunedì pomeriggio; per tutti è il ‘Costa’ , o il ‘Capo come lo chiamano con affetto infermieri e OSS del nosocomio che gli hanno voluto regalare un momento di saluto, insieme ai medici del 118 e il personale del Pronto Soccorso, le volontarie dell’AVO, il primario Luciano D’Angelo e le dirigenti Anna Cazzaniga e Cinzia d’Adda, con cui ha condiviso tanti anni in ospedale. 

La festa a sorpresa organizzata dai suoi collaboratori

 

Costadoni è entrato in Pronto Soccorso nel gennaio del 1979, come ausiliario e in meno di una decina di anni, nel 1988, è diventato caposala della struttura di emergenza, coordinandone il personale infermieristico; ma fin da ragazzino era già impegnato nell’ambito del soccorso, in Croce Rossa dal 1971 fino al 1990. Nel 1988, insieme alla moglie Maria Pia Livoni, ha fondato la Croce San Nicolò, ente di soccorso che realizza ben 1250 interventi ogni mese, guidato dalla sua consorte.

Costadoni insieme a Fabrizio Mosca (Areu 118) e le dirigenti Anna Cazzaniga e Cinzia D’Adda

 

Una vocazione di famiglia: entrambe le sue figlie hanno seguito le orme del padre, Annalisa dando vita alla Lecco Soccorso e Marta in ospedale nel reparto di Medicina al Mandic di Merate.

Donato Costadoni e la moglie Maria Pia

 

“E’ una realtà sicuramente non semplice – ci racconta Costadoni – soprattutto negli ultimi 25 anni il modo dell’emergenza è cambiato grazie alle tecnologie, si è investito tanto nella formazione del personale che è uno degli aspetti fondamentali di questo lavoro. Servirebbe più impegno da parte dei giovani – dice tirando le orecchie alle nuove generazioni – lo vediamo quando c’è da organizzare i turni dei volontari. In passato lavoro e famiglia erano ai primi posti tra i valori dei ragazzi, oggi invece sembra che lo siano gli impegni personali”.

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9 ottobre 2017 — 18:51 / Sanità
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