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Federalberghi: “Bene il turismo ma serve di più dalle istituzioni”

Severino Beri, Federalberghi

 

LECCO – Professionalità, qualità e servizi all’avanguardia per far emergere sempre più un territorio che ha grandi potenzialità in ambito turistico, ma che deve acquisire maggiore consapevolezza dei propri mezzi.

A fare il punto della situazione, dopo una stagione estiva positiva, è Severino Beri, vicepresidente vicario di Confcommercio Lecco e presidente di Federalberghi Lecco:

“L’estate è andata complessivamente bene. Il clima favorevole ha allungato la stagione a settembre, permettendo di recuperare un mese di maggio non bellissimo e un calo di presenze del mercato inglese dovuto al cambio poco favorevole della sterlina. Il turista medio? Straniero nel 90% dei casi: Usa, Australia, Francia, Gran Bretagna, Germania e Svizzera”.

Questa fotografia porta con sé però una considerazione fondamentale: occorre lavorare per allungare la stagione. “Si tratta di un obiettivo condiviso e auspicabile, ma per riuscirci i diversi attori devono fare ognuno la propria parte. Non basta chiedere agli alberghi e ai ristoranti di restare aperti 10-11 mesi se poi i servizi non vanno di pari passo”.

E punta l’attenzione sulle istituzioni: “Devono fare di più. E’ mai possibile che non ci siamo cartelli bilingue o che il nostro territorio non abbia più visibilità negli aeroporti milanesi? A che punto sono le infrastrutture? Oggi ci si mette di meno ad andare da Londra a Bergamo che da Bergamo al lago di Como! Resta il fatto che si continuano a fare molti convegni e pochi fatti concreti. Con la Regione ci sono ancora discorsi aperti sulla programmazione, la Provincia ha perso competenze e risorse, i Comuni vanno ognuno per proprio conto sulla tassa di soggiorno… In quest’ottica credo molto nella cabina di regia che sta nascendo a Lariofiere per promuovere il brand del lago di Como che è l’unico riconosciuto e su cui puntare”.

Una nota dolente arriva anche dalla Navigazione: “I miglioramenti su questo fronte ci sono stati, ma non sono ancora sufficienti. Basti pensare che ancora oggi per prendere un battello occorre fare fisicamente la coda: non è possibile prenotare una corsa né fare un biglietto on line. E le corse serali sono troppo poche e solo in pochi mesi”.

La loro parte i privati la stanno facendo: “Complessivamente c’è stato un netto miglioramento dell’offerta. Diversi imprenditori hanno investito per riqualificare le strutture esistenti o per realizzarne di nuove. Ci sono stati interventi un po’ in tutte le fasce”.

Una mano alla crescita della cultura e della mentalità turistica è arrivata proprio da Confcommercio Lecco: “Avere lanciato il corso di Alta Formazione “General Management nel settore Turistico Alberghiero” è stato un segnale di grande attenzione e lungimiranza verso gli associati e verso il territorio. Una proposta che punta a formare manager e addetti di alto profilo, indispensabili per ottenere un salto di qualità nella gestione delle nostre strutture. Così da offrire a turisti e clienti proposte di livello”.

Confcommercio Lecco, insieme a Fipe Lecco, ha effettuato un altro intervento importante questa volta sul fronte della manodopera grazie al progetto Job Turismo Lecco: “E’ stata un’ottima intuizione: si tratta di un portale che ha potenzialità enormi e che sono sicuro potrà crescere e migliorare sempre più, permettendo alle imprese di trovare quelle professionalità che cercano avendo una garanzia da Job Turismo. Questo della forza lavoro è un tema centrale: oggi si fa sempre fatica a trovare personale qualificato come cuochi o camerieri. Ma Lecco è competitiva se offre qualità a chi viene qui. Non possiamo competere sul turismo di massa, ma sui livelli medio-alti sì. Per riuscirci, però, occorre dare servizi aggiuntivi”.

Il presidente di Federalberghi Lecco ha una linea tollerante verso la concorrenza dei privati: “Siamo sempre stati dell’idea che ci sia spazio per tutti: campeggi e alberghi, B&B e 4 stelle. Non siamo né tanti né troppi. Però, nello stesso tempo, ribadiamo la necessità che vengano fatte rispettare le regole, dalla tassa di soggiorno al personale regolare, passando per l’osservanza delle norme previste per ogni tipologia. Faccio un esempio: se ho un Bed & Breakfast devo servire la colazione al mio cliente nella casa, non dargli un buono per andare al bar!”.

E parlando di strutture Beri va a sfatare un altro luogo comune, ovvero la mancanza in provincia di Lecco di stanze e alberghi: “Tolti pochi eventi come il raduno Moto Guzzi, il Nameless o il Gran Premio di F1, la media dell’occupazione delle camere è inferiore al 50%. Ci sono molte strutture che lavorano 5 mesi all’anno e faticano a stare in piedi. Quindi, finché non si lavorerà 10 mesi l’anno e non si avranno camere occupate all’80% il problema di avere nuovi alberghi, a mio avviso, non si pone”.

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11 ottobre 2018 — 18:23 / Attualità, Economia
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