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Festival Zelioli, il grazie ai volontari: “Esempio nobile per tutto il Paese”

I volontari di Harmonia Gentum e il coro russo

 

LECCO –  La tredicesima edizione del Festival Zelioli si è conclusa da una settimana e i molti volontari che hanno aderito all’evento sono rientrati nella loro routine quotidiana arricchiti da un’esperienza profonda e indimenticabile.

Il Festival Zelioli è interamente gestito da Harmonia Gentium, un’associazione composta da volontari che con il loro lavoro hanno reso possibile la realizzazione di questo evento.

“Oltre ai membri dell’associazione sono stati tanti, tantissimi i cittadini che hanno aderito al Festival, dalle famiglie ospitanti agli aiutanti di ogni tipo, ed è stata la loro generosità, forse, la parte più significativa di questo evento – spiegano dall’associazione –  La solidarietà dei volontari testimonia un insieme di tratti nobili e necessari non solo per il territorio lecchese ma per tutto il Paese: la capacità di aiutare il prossimo e di aprire il proprio sguardo verso l’altro. Accogliere un giovane cantore nelle proprie case significa accudirlo, prendersi cura di lui e delle sue necessità, non fargli pesare la nostalgia di casa e accompagnarlo in un percorso musicale che porterà benefici alla sua crescita. Un compito difficile quanto quello di coloro che hanno operato ogni giorno affinché tutti gli ingranaggi del Festival potessero procedere senza intoppi, mossi dall’orgoglio e dal desiderio di offrire un evento indimenticabile al proprio territorio”.

Volonari con il coro di Varsavia

“Dieci anni fa ho ospitato alcuni ragazzi del Festival Zelioli e da allora sono passati da casa mia tanti ragazzi da tutto il mondo- racconta Loredana Russo di Harmonia Gentium – e quando Raffaele Colombo mi ha proposto di entrare a far parte del comitato organizzativo di Harmonia Gentium ho detto sì, ancora una volta. Accettare questo incarico significava contribuire alla mia crescita culturale oltre che, per irradiazione, a quella della mia città e della nostra patria. Tutti i volontari hanno contribuito a produrre un evento musicale meraviglioso che non ha mancato di toccare il cuore di coloro che lo hanno seguito”.

Simone Gavazzi e il coro canadese

Significative anche le parole di Simone Gavazzi che ha seguito i giovani cantori del National Boys Choir of Canada: “Il volontariato è molto sentito in Italia, siamo un popolo generoso e accogliente. Nel 2014 ho ospitato due giovani del coro di Bratislava e due anni dopo due coristi del coro Mukachevo. Quest’anno mi sono occupato dei venticinque ragazzi che pernottavano alla Fondazione Kolbe. Per una settimana li ho seguiti e accuditi e al termine del Festival mi hanno chiesto di seguirli nel tour italiano perché ormai mi consideravano un membro del loro gruppo. Ho accettato con piacere. Ho ricevuto tanti messaggi di ringraziamento da parte loro e delle loro famiglie”.

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17 luglio 2018 — 14:33 / Attualità, Cultura, Lecco
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