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Hemingway, dopo il sequestro parla la titolare: “Così non lavoriamo”

 

LECCO – “Perché noi?”. E’ amareggiata e ancora incredula Federica Brambilla, proprietaria dell’Hemingway di Piazza XX Settembre, il locale che venerdì mattina ha ricevuto la visita dei Carabinieri e con loro il decreto di sequestro degli impianti di diffusione acustica e i tavolini esterni.

Un ordine del Tribunale dopo le denunce esposte da alcuni cittadini per presunto disturbo creato dal locale del centro. “Hanno sequestrato i nostri 17 tavoli, 56 sedie e l’apparecchio stereo – racconta la titolare – adesso contiamo i tavolini che ci sono in questa piazza. Come si fa a dire che il rumore proviene dal nostro locale e non da altri? Facciamo gli orari di ogni altra attività come la nostra. Di giorno abbiamo turisti qui. La sera ci sono ragazzi come ogni altro posto”.

Allora perché? “Forse perché sono stata l’ultima ad aprire” ci risponde, escludendo che la parentela con l’ex ministro Michela Vittoria Brambilla, sua sorella, possa aver dato adito a antipatie da parte di qualcuno.

E’ una cosa frustrante e difficile da metabolizzare quando sei in un contesto di questo tipo, se avessi aperto in un luogo privo di altri locali potevo capirlo, ma in una piazza come questa proprio no. Io credo che una persona a cui dà fastidio il rumore non va ad abitare in centro città, piuttosto a Falghera o a Bonacina”.

L’Hemingway aveva già subito dei controlli. Nella nota diffusa dai carabinieri si parla di oltre 8 mila euro di sanzione elevata nei confronti del locale nelle verifiche effettuate dai NAS.  “Non è assolutamente vero, non abbiamo mai subito una multa del genere” nega la titolare, inizialmente spiegando di aver ricevuto l’ispezione dell’Arpa, poi racconta dei NAS, arrivati nello stesso mese di febbraio.

“Ho ricevuto una multa di 400 euro perché non avevamo in dotazione l’etilometro, non sapevo di quest’obbligo, io sono astemia e non l’ho mai nemmeno dovuto fare – chiosa con una battuta la proprietaria – e siamo stati sanzionati per una vizio di forma, per una cifra irrisoria, non arriviamo neppure a duemila euro. Evidentemente non parlano di me”.

L’Arpa invece “ci ha contestato il rumore, non all’esterno, ma delle sedie del ristorante, al primo piano, quando i clienti si alzano. Le casse dello stereo posizionate fuori non venivano accese, la musica era solo dentro il locale”.

Federica Brambilla ha fatto sapere che si opporrà al provvedimento, nel frattempo il suo arredo esterno resta sequestrato. “Non so neppure per quanto – spiega – ora inizia la bella stagione, è pieno di turisti, Lecco vuole essere una città turistica? Toglierci l’esterno vuol dire non farci lavorare, è una grossa penalizzazione”.

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27 aprile 2018 — 17:36 / Attualità, Lecco
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