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Il nuovo canile? “Fattibile” in un’area con tanti limiti e criticità

L’area dove dovrebbe sorgere il nuovo canile a Valmadrera

 

LECCO – La zona prescelta non è delle migliori: degradata e oggi quasi del tutto inaccessibile per la vegetazione, delimitata ai suoi lati dall’ex superstrada e dalla ferrovia, dall’inceneritore e da due cave, di cui oggi una inattiva, e situata su un terreno non pianeggiante con un dislivello di circa 20 metri, sottoposto ai vincoli del parco del Monte Barro.

“E’ un’area con tanti limiti, normativi, ambientali, della conformazione del terreno, abbiamo dovuto trovare un punto d’incontro tra tutti questi vincoli per un progetto di rigenerazione di un’area che avvenga in modo sostenibile. E’ sicuramente una grande sfida” ha riferito Marco Caserio, architetto collaboratore di Fondazione Green, l’istituto scolastico a cui il Comune di Lecco ha affidato lo studio di fattibilità per la realizzazione del nuovo canile.

La serata in Sala Don Ticozzi nella quale è stata presentato lo studio di fattibilità del nuovo canile, introdotta dall’assessore Ezio Venturini

 

Del resto, quella porzione di terra di proprietà di Silea, è l’unica al momento designata ad ospitare il ricovero per cani e su quell’area i ragazzi della fondazione hanno lavorato per realizzarne la progettazione.

“Un’area di abbandono e degrado, quasi una discarica a cielo aperto – l’hanno descritta gli studenti – il cui unico accesso oggi è dal lato sud, lo stesso utilizzato dagli operatori della cava”. Ma uno dei problemi principali è stato ricavare la superficie utile dal versante che degrada verso valle, caratterizzato anche dalla presenza di due speroni ed una depressione che limitano l’area utilizzabile.

Lo studio orografico mette in luce il dislivello dell’area e la presenza dei due speroni

 

“Abbiamo cercato di trasformare i limiti in un’opportunità per aguzzare l’ingegno” ha riferito l’architetto Caserio. Ne è nato uno studio di fattibilità che unisce al canile anche l’agricoltura, con orti sociali da affidare alla comunità, “per favorire la socialità”, e fabbricati da edificare “che siano meno impattanti, rispettosi dei vincoli ambientali”.

Il lavoro degli studenti è stato presentato martedì sera in una partecipata riunione in Sala Don Ticozzi, aperta dall’assessore all’Ambiente di Lecco, Ezio Venturini, che aveva già abbracciato in passato la battaglia dei volontari per scongiurare la chiusura del vecchio canile di via Rosmini.

Un primo rendering di come potrebbe apparire il parco canile

 

Anche Flavio Polano, presidente della Provincia e sindaco di Malgrate, è intervenuto durante la serata: “Il canile non è competenza dell’ente provinciale ma è un progetto che deve diventare patrimonio del territorio, coinvolgendo i Comuni vicini all’area di Silea. Pensare di utilizzare un luogo che ha i vincoli del parco per uno scopo di aggregazione tra le persone è sicuramente qualcosa di importante, se a questo uniamo l’utilità del canile, è un’idea che mi trova pienamente d’accordo. Le idee, però, si realizzano se tutti partecipiamo, oggi spetta a noi amministratori, domani, quando il canile ci sarà, spetta ai cittadini tenere vivo questo spazio”.

Fondazione Green, che promuove percorsi scolastici post diploma nel campo dell’efficienza energetica e nell’edilizia sostenibile, aveva già collaborato in passato con il Comune di Lecco, ha ricordato la sua responsabile Rossella Scaioli, alla riqualificazione della Funiva dei Piani d’Erna, preparando e offrendo gratuitamente al Comune la progettazione preliminare dell’intervento.

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16 maggio 2018 — 09:34 / Attualità
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