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Il nuovo lungolago? Via al confronto. “Liberiamo gli spazi e viviamoli”

di A.B.

L’arch. Andreas Kipar, ospite sabato del convegno dell’ordine degli architetti di Lecco

 

LECCO – “Di quanta rottura col passato abbiamo bisogno per creare il nuovo?”. La domanda è buona per ogni tema, ma in questo caso si parla del restyling del lungolago di Lecco, al centro dell’incontro organizzato dall’ordine degli architetti di Lecco che sabato ha avuto ospite Andreas Kipar, esperto di riqualificazione ambientale e autore di diversi progetti in numerosi capoluoghi italiani come Milano, Cagliari, Piacenza, Reggio Emilia e fuori dai confini nazionali, sua la firma sul Krupp Park di Essen e dell’Ohrenparks nell’area Ruhr, entrambi in Germania.

Un luminare venuto nel capoluogo manzoniano per incontrare i colleghi, mentre da alcune settimane l’ordine si sta confrontando con l’amministrazione comunale e i commercianti proprio sul rifacimento del lungolago cittadino, con il lancio di un concorso di idee per raccogliere le progettazioni di quello che sarà il nuovo fronte lago di Lecco.

“L’ordine degli architetti promuove di fatto un’attività di cittadinanza attiva – ha sottolineato l’assessore Corrado Valsecchi, presente all’incontro con Kipar, che si è tenuto alla Canottieri di Lecco – si è promosso con questo concorso di idee che ha l’obiettivo di dare una ‘vision’ su come può cambiare il volto del lungolago di Lecco, che non è solo quello che si affaccia sul golfo ma ben 12 chilometri di tracciato, dalle Caviate a Rivabella. L’amministrazione comunale ha bisogno di contributi dei professionisti che posso dare una visione unitaria, proposte che possono essere condivise o meno dall’amministrazione ma che servono come strumento utile di valutazione generale”.

“Il volto del lungolago – prosegue Valsecchi – sarà con ogni probabilità l’architrave dei prossimi programmi elettorali: con l’ostello che verrà finalmente realizzato e il palazzo di giustizia in stato avanzato, si va al compimento di alcune importanti ristrutturazioni ed è chiaro che tutti concentreranno l’attenzione su lungolago, anche perché affacciamo a Malgrate e dobbiamo essere all’altezza del cambiamento”.

L’ass. Corrado Valsecchi insieme ai rappresentanti dell’ordine degli architetti

 

Una cambiamento che per l’assessore può partire “da ciò che già esiste. Abbiamo un bellissimo lungolago, abbiamo la possibilità di avere un perimetro di lungolago eccellente, va solo riqualificato”

“Tutti abbiamo delle aspettative, dobbiamo avere la capacità di farci sorprendere – ha sottolineato la presidente dell’ordine, l’arch.. Giulia Torregrossa – importante è che ci sia una filosofia d’insieme, non possiamo pensare a singoli progetti, serve un’unica visione, poi possiamo anche procedere a lotti di intervento”.

“Il nostro lungolago – ha proseguito – ha un’alberatura che segue la sponda e dovrà essere mantenuta, ma ci sono punti dove si può intervenire, come nell’area del Monumento ai Caduti, dalla Malpensata verso le Caviate, dobbiamo dare una lettura, capire quali sono le necessità. Ci sono surfisti, d’estate c’è chi prende il sole sulle gradinate, il lago è una risorsa e dobbiamo sfruttarla partendo dall’uso che già oggi se ne fa. Dobbiamo avere il coraggio di sederci tutti ad un tavolo, discutere e magari anche litigare, ma serve il confronto, dobbiamo decidere quali sono le peculiarità, individuarle prima di lanciare il concorso di idee in modo che saremo noi a indirizzare il cambiamento e non lasciare che il progetto ci cada dall’alto. Importante è anche che i vincitori di questo concorso di idee siano invitati anche alla gara per la fase progettuale”.

La presidente Giulia Torregrosso con l’arch. Kipar

 

E come immaginare il nuovo lungolago? C’è un altro interrogativo importante: sarà aperto (al transito delle auto come oggi) o chiuso, diventando una zona esclusivamente pedonale? A domanda, l’esperto risponde con un altro quesito: “E’ davvero necessaria questa commissione tra auto e pedoni? Forse dovremmo pensare ad una gestione complessiva della viabilità cittadina che non riguardi solo il lungolago e allora, quello che oggi ci sembra così difficile, in futuro potrebbe essere la normalità”.

Eppure, la strada che oggi taglia in due il lungolago è considerata il mezzo più immediato per mostrare una bella cartolina della città agli automobilisti di passaggio. “La visione in auto è fugace, solo a piedi, sostando, passeggiando, possiamo veramente gustare e vivere lo spazio che ci circonda – dice l’arch. Kipar – Cambia il rapporto con la nostra città. Oggi si guarda sempre più ad una riconquista dello spazio. La domanda ora è: di quanto spazio abbiamo bisogno?”.

Se lo sta chiedendo anche l’amministrazione comunale: “E’ una riflessione che stiamo facendo, in questo momento non ci sono le condizioni per chiudere il lungolago in maniera definitiva, ma non è detto che, attraverso un lavoro progettuale, non si possa pensare ad una soluzione che lo permetta. Di certo il nuovo lungolago non può prescindere da un’analisi su viabilità e parcheggi. Con l’operazione urbanistica che si sta realizzando alle Caviate ricaveremo 200 stalli per le auto, stiamo anche verificando la possibilità di realizzare un silos, in project finanicing, nell’area comunale di via Nullo, a breve andremo anche ad aprire quello di via Sassi, altri 200 parcheggi; c’è poi la sistemazione dell’area del Serpentino che porterà altre aree di sosta. Sicuramente, ancor prima del progetto ingegneristico, sarà più importante quello viabilistico”.

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19 marzo 2018 — 07:50 / Attualità, Lecco
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