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Impianti cocleari. I migliori otorini d’Italia studiano al G.B. Mangioni

LECCO – Da dieci anni è il responsabile del reparto di otorino del G.B. Mangioni Hospital di Lecco, il dottor Gianfranco Niedda, 62 anni, è stato capace di portare a livelli altissimi la struttura che dirige facendola diventare uno dei punti di riferimento a livello italiano per le malattie del distretto orecchio, naso, gola, collo, tiroide.

Il dottor Gianfranco Niedda

 

““Dal punto di vista clinico, nei nostri ambulatori, facciamo una diagnosi con otomicroscopia sull’orecchio e con le fibre ottiche a livello del naso. Dal punto di vista chirurgico abbiamo a disposizione le più moderne attrezzature: con il fibroscopio facciamo interventi nasali in videofibroendoscopia per le malattie del naso seniparanasali e del dotto lacrimale. Operiamo le orecchie in otomicroscopia: ci occupiamo delle patologie infiammatorie dell’orecchio medio, ma anche della chirurgia della sordità: dell’otosclerosi e in particolare, con impianti cocleari, delle sordità gravi che non hanno una buona risposta con l’apparecchio acustico”..

Una chirurgia di precisione che cerca di essere meno demolitiva e sempre più conservativa proprio grazie alla tecnologia. E così, il G.B. Mangioni Hospital di Lecco è diventato un polo d’eccellenza a livello italiano proprio per gli impianti cocleari.

“L’impianto cocleare è un dispositivo elettro-acustico che trasforma l’energia sonora in energia elettrica. A differenza dell’apparecchio acustico che fa una amplificazione del suono, l’impianto cocleare stimola direttamente il nervo e così, anche quando la Chiocciola è danneggiata e il paziente non riesce più a sentire perché ha un deterioramento grave dell’udito, permette di sentire perché stimola direttamente il nervo e lo fa in maniera precisa. Ogni porzione della Chiocciola riceve determinate frequenze e perciò le diverse fibre dello stimolatore dell’impianto cocleare agiscono precisamente su quelle frequenze in base alla qualità del suono. Questo permette degli ottimi risultati sull’udito: l’80% degli adulti impiantati riesce a sentire le parole bisillabiche senza la lettura labiale, il restante 20% riesce a sentire tra il 50% e il 70% delle parole bisillabiche. Risultati migliori si hanno se il paziente viene impiantato precocemente. Tutti i bambini riescono a sentire l’80%  delle parole bisillabiche e il 97% dei bambini sotto i 5 anni è in grado di sostenere una conversazione telefonica. Bisogna pensare che stiamo parlando di bambini sordi e quindi il sordomutismo grazie all’impianto cocleare è stato debellato”.

La parte dell’impianto che viene messa dentro all’orecchio

 

Un intervento che non è diverso dalle operazione di otochirurgia classica, il taglio è dietro l’orecchio e l’intervento è fatto in anestesia generale ma in alcuni casi anche locale. Il ricovero è di un paio di notti e non è doloroso, dopo quindici giorni il paziente può svolgere una vita normale e dopo un mese viene attivato l’impianto.

“Nella zona Como-Lecco-Sondrio siamo l’unico centro che si occupa di chirurgia dell’impianto cocleare. Da cinque anni svolgiamo annualmente uno o due corsi sugli impianti cocleari dove invitiamo i migliori specialisti del Paese che vengo per eseguire interventi chirurgici ed effettuare della didattica. Il prossimo corso è di chirurgia in diretta dalla sala operatoria con degli interventi effettuati dai migliori otorini. Il corso è in programma dal 14 al 17 novembre e sarà l’occasione per confrontarsi sui casi particolari e più complicati”.

Al G.B. Mangioni Hospital di Lecco vengono eseguiti dai 15 ai 20 interventi all’anno con pazienti che arrivano da tutta Italia.

“Non sono tanti i poli dove questo intervento viene effettuato e il nostro è uno di quelli. Abbiamo cominciato grazie ai rapporti che avevo con altri chirurghi in centri d’eccellenza: sono andato a vedere, loro sono venuti qui a operare e piano piano abbiamo avviato il centro. Lo staff della Mangioni è composto da tre medici, oltre a me ci sono i dottori Giuseppe Nigro e Floriano Varisco. E’ importante infine sottolineare che la Mangioni abbia dato la piena disponibilità economica e logistica per questo tipo di chirurgia che l’ha portata a diventare un polo d’eccellenza”.

La parte dell’impianto che resta all’esterno dell’orecchio

 

Il dottor Niedda, poi, ha sviluppato un rapporto di collaborazione con gli audioprotesisti di Mondial Udito.

“Il paziente deve essere seguito in primis dall’audioprotesista perché, nelle fasi iniziali, può essere trattato con protesi acustica. Quando la perdita diventa grave l’otorino pensa all’impianto cocleare, ma il primo step è sempre l’audioprotesista. Il rapporto dell’otorino con l’audioprotesista è fondamentale perché, quando il paziente non sente, lo dirotta da noi. Mondial Udito viene ai nostri congressi, partecipa ai nostri corsi perciò si è instaurato questo rapporto di collaborazione e fiducia”.

Nel 2015 in Italia sono stati messi 1100 impianti cocleari.  Nel mondo 300.000 fino ad oggi. Il primo impianto è stato messo in America nel 1961, in oltre 50 anni si è sviluppato sempre di più e oggi abbiamo impianti super sofisticati.

“E’ molto importante la collaborazione tra otorino e audioprotesista – ha sottolineato Alberto Bonacina, uno dei soci della Mondial Udito che ha sedi a Lecco, Como, Sondrio e Cantù  -. Chi fa questo mestiere con passione, se riesce a dialogare con il medico, lavora molto meglio e il bene del paziente è l’obiettivo comune”.

Alberto Bonacina di Mondial Udito con il dottor Gianfranco Niedda

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13 novembre 2018 — 08:14 / Attualità, Lecco, Sanità
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