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La Steppo: “Maurizio inno alla vita e alla gioia, oggi avrebbe compiuto 66 anni”

LECCO – Questo lunedì Maurizio Valsecchi, gestore del rifugio Azzoni sul Resegone e soccorritore alpino, avrebbe compiuto 66 anni. Lo ricorda con un’affettuosa lettera la compagna Stefania: la ‘Steppo’, abituata a farci sognare con le sue imprese sportive, ci racconta la vita con Maurizio, ‘Ciccio’, scomparso improvvisamente lo scorso agosto.

“Maurizio? Innanzitutto converrete con me che è materialmente impossibile racchiudere in un ‘articolo’ quel pezzo d’uomo che è stato Maurizio. Ma essendo convinta che valga veramente la pena dirne qualcosa, comincio con l’affermare che tutti, ma proprio tutti, meriterebbero di vivere la vita in modo così frizzante e spassoso come l’ho vissuta io per 10 anni con lui!

Per chi non lo sa, era il mio moroso da 10 anni, morto davanti ai miei occhi 2 mesi fa, in un giorno di festa, il 15 agosto, per un infarto fulminante…null’altro lo avrebbe fermato, manco una cannonata!!

Si perché fortunatamente non c’era verso di smorzarlo: trovava il motivo per alleggerire i toni anche davanti agli eventi più drammatici come la diagnosi di un tumore: ”ma me el maj el timur, se vöret ch’el me faga??!” (Ma io lo mangio il tumore, che vuoi che mi faccia!). E dopo un’uscita così ? Ooh bé, ce n’è, ce n’è!

Ecco a voi il susseguire serrato degli eventi anno dopo anno: una protesi al ginocchio sinistro, una protesi alla caviglia destra, la gamba destra “massacrata” in un incidente in moto e ricostruita con trapianti ed innesti; tantissimo ospedale, stampelle e riabilitazione. Qualcuno l’ha mai sentito lamentarsi di un dolore? Io no! Non ha mai perso la risata sonora e contagiosa, mai apparso uno sguardo stanco, mai vissuto come vittima degli eventi anche perché si è vittime di sé stessi, non degli eventi. Nessun uomo è mai sconfitto finché egli stesso non si riterrà tale!

E Maurizio rideva di sé stesso e di tutto ‘sto sfasciume, ma soprattutto in men che non si dica si è rimesso in piedi tornando a camminare, sciare ed arrampicare per le sue amate montagne. Che non erano poi il suo unico parco giochi.

No, ma vah ! Pochi mesi fa, a giugno, aveva superato brillantemente l’esame per la patente nautica e già prevedeva di solcare mari e oceani meglio che Cristoforo Colombo, domando scioltamente eventuali tzunami!
La Patagonia era nei nostri progetti (insieme ad un altro migliaio di obiettivi, più o meno): avvicinamento dal mare in barca governata da lui ovviamente, attendamento selvaggio ai piedi dei picchi più belli del globo terracqueo e salita su quelle montagne mozzafiato dell’emisfero a testa sotto.

Guida Alpina, soccorritore del Soccorso Alpino, capanatto del rifugio Azzoni in vetta al Resegone, ora anche nostromo!

Si spacciava pure per provetto motociclista: peccato che tutte le volte che ci provava si schiantava! A proposito di schiantarsi… nell’ultimo anno si è persino appassionato alla e-bike: bene ! Io super felice così veniva finalmente con me nei giri in MTB, meraviglia.

OH! Ma sapete che riusciva a schiantarsi puntualmente anche in salita ? E certo, per forza: turbo perennemente innescato e con la sua leggerezza elefantiaca a pigiare sui pedali, BHUMMM!!!! sparato fuori dritto dai tornanti in salita…come un MIG31: oltre la stratosfera.

Il problema è che si sparava fuori dritto anche dai rettilinei! Via gioioso ad autocatapultarsi di là dai muretti: si-si, davvero, da spisciarsi dal ridere!

Quando il 24 ottobre scorso, stando io col naso in su ad ammirare un’incandescente tramonto, SCIIIIUUFFfff, è passata una gigantesca stella cadente, ho detto a tutti che era Maurizio, ma mai avrei pensato che pure tutti i giornali mi confermassero!!! Oh ma vero éh! Scrivevano:”Bolide esagerato attraversa il cielo di Lombardia e si polverizza!”.

Bolide: si giusto, Maurizio. Esagerato: eh certo, come no?! Sempre esagerato lui. Si polverizza: evvai che continua la sua mirabolante tradizione anche nel firmamento!! Si, Maurizio è stato davvero un inno alla vita e alla gioia di vivere. Sempre ripeteva “Bella la vita!”. Sempre! e non erano parole tanto per dire, non era vacua filosofia: era il contenuto carnale della sua esistenza, era la sua essenza.

Sapeva proprio come vivere ogni istante, non c’era mai nulla che fosse troppo brutto e amaro da togliergli il sorriso, l’esuberanza, la gioia di vivere, l’allegria. Era forte, determinato, coraggioso; era sole, aria, roccia: altroché se lo era. Anche in circostanze davvero tribolate in montagna, dove il rischio della vita era altissimo e persino Jhon Rambo avrebbe avuto almeno un’esitazione, lui no! Non perdeva il controllo, non lasciava che l’emozione prendesse il sopravvento, aveva sempre la ragione lucida e l’azione pronta a seguire concreta e nitida.

E nel contempo tanta dolcezza in lui. Mi ripeteva di frequente e piuttosto pavoneggiante:”Non ne trovi più un altro come me!”. Assentivo sorridente e gli facevo eco:”Non ne trovo più un altro come te. Ma neanche tu una come me!!”

Un Uomo pieno di vita, di ottimismo, positività, talento, gusto per ogni attimo. Per questo mi sento ultra fortunata, Mau, di aver vissuto con te tutto ‘sto bendidio d’allegrezza e, come ho già avuto modo di dire, mi lasci un’eredità di bellezza e sorrisi da diffondere tanto preziosa quanto impegnativa: farò tutto il possibile per esserne degna e portarla avanti come facevi tu.

Grazie di tutto Maurizio, sei un inno alla gioia e alla vita: cercherò di realizzarlo di nuovo questo inno, insieme a tutti i nostri amici. Cercheremo di portare avanti il tuo insegnamento più vero, più grande e più bello: non cercare di dare più giorni alla nostra vita, ma più vita ai nostri giorni!

Ciao Maurizio un bacione! La tua Stefi

Scritto ciò raga, auguro a tutti di essere “mauriziani” e quando mi incontrate, abbandonate ogni indugio: siate insieme a me sorriso, gioia, allegria!”

Stefania Valsecchi

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3 dicembre 2018 — 10:25 / Attualità, Lettere, Montagna
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