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LEGGERMENTE – Mantegazza incontra gli studenti: “La cultura è felicità”

LECCO – “Manzoni facci godere! I libri danno la felicità?“, è partito da qui l’incontro con Raffaele Mantegazza, docente di pedagogia interculturale all’Università di Milano-Bicocca e scrittore.

Gli alunni del Grassi, del Manzoni, del Medardo Rosso e del Parini, questa mattina, si sono alternati nella sala conferenze di Palazzo delle Paure per l’appuntamento dedicato alle scuole e organizzato nell’ambito di Leggermente 2018, la rassegna dedicata alla lettura organizzata da Assolcultura Confcommercio Lecco.

Un’ampia riflessione che è partita da una domanda specifica: cosa è la cultura? Il docente è partito da un aneddoto di vita, la storia di un’insegnate della Scuola in Ospedale, un’istituzione che permette ai bambini malati di leucemia ricoverati all’ospedale San Gerardo di Monza di rimanere al passo con le lezioni: “Ogni bambino è seguito da un insegnante che mantiene i contatti con la scuola del ragazzo. Il protagonista è un ragazzo di terza 3^ liceo il cui trapianto non è riuscito e sapeva di dover morire nel giro di qualche mese – ha raccontato Mantegazza -. Un giorno la sua insegnante di greco gli fa fare una traduzione, il ragazzo però era particolarmente affaticato, nonostante questo non desiste. A un certo punto ha una crisi, arrivano le infermiere, ma il ragazzo si riprende. L’insegnante pensa di lasciar perdere, ma il ragazzo vuole concludere la versione e chiede all’insegnante di correggerla subito. L’insegnate corregge il compito come se fosse quello di un qualsiasi altro alunno e gli dà un 9. Il ragazzo è felicissimo. Quando l’insegnante torna il giorno dopo trova il letto vuoto: un’ora dopo aver concluso il compito il ragazzo è morto. Quell’insegnante mi ha chiesto se avesse fatto bene o male a fargli fare la versione. Che senso ha prendere 9 se poi so che dovrò morire? A cosa mi serve la cultura se so che non sopravviverò? Forse a assere più felici”.

Attraverso alcuni brani di autori diversi letti dagli stessi ragazzi, Mantegazza ha messo sul tavolo spunti di riflessioni molto importanti: imparare a leggere un libro, cos’è la cultura, cos’è la scuola, chi è un insegnante: “Cosa hanno in comune 7 miliardi di persone con culture diverse? Le domande; ciò che li accomuna tutti sono le domande: perché sono nato? Cosa è la morte? Le culture sono le diverse risposte a queste domande. La cultura ha bisogno di tempo, è lenta perché cambia le persone”.

Tante le suggestioni ricevute dai ragazzi che hanno passato un’ora e mezza molto intensa dove il professore è riuscito a catalizzare la loro attenzione. Non è mancato un momento di confronto finale con i ragazzi, soprattutto rispetto al ruolo degli insegnanti. “La cultura va condivisa – ha detto Mantegazza – e l’insegnante è una persona che ti ‘segna dentro’, ma per farlo deve conoscerti. Il compito di un insegnante non è quello di farvi capire una cosa, ma farvela apprezzare. Gli insegnanti sono bigami, hanno due amori: la cultura e i ragazzi”.

 

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13 marzo 2018 — 11:50 / Attualità, Cultura, Lecco
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