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L’intervista. La cantante di “The Voice” Katy Desario in concerto a Lecco

di Alessandra Boga

LECCO – Siamo in compagnia della cantautrice pugliese Katy Desario, 33 anni, una delle artiste più interessanti nell’attuale panorama musicale italiano. Dopo numerose e prestigiose esperienze anche all’estero si è fatta conoscere al grande pubblico nostrano per la sua partecipazione a “The Voice of Italy 2016”, arrivando in semifinale, per poi essere scelta come vocalist della band di “Stasera casa Mika” nello stesso anno. Nel 2018 è tornata a “The Voice of Italy”, chiamata a lavorare come corista nella band del programma, e anche per l’ultimo album di Raffaella Carrà, che uscirà a Natale (aveva fatto da corista anche al disco natalizio di Cristina D’Avena “Magia di Natale”, nel 2009).

Ora Katy Desario ha in cantiere due singoli, che si aggiungono ai due precedenti intitolati “Virtualmente” e “Miracolo”. E poi, giovedì il 20 settembre (ore 21) sarà in concerto a Lecco nella suggestiva cornice del Mr. Pma Felloship Club, che si trova su un battello, il Dalia, ormeggiato sul lungo lago di Lecco. Katy sarà accompagnata dal pianista siciliano Salvatore Arcadipane, in arte Toto Arca, con il quale forma un consolidato duo anche nella vita.

Katy, raccontaci un po’ di questi tuoi nuovi progetti.
“Due nuove canzoni usciranno entro l’estate prossima: sono brani molto diversi tra loro. Sicuramente faranno uscire diversi aspetti di me e della mia voce e la gente mi conoscerà in maniera più ampia. Ho iniziato scrivendo io i miei pezzi, ma adesso collaboro con l’autore Daniele Piovani. Lui ha scritto i testi e insieme abbiamo scritto la musica. Abbiamo scritto una canzone che s’intitola ‘Amore ritorna’ e un’altra, di cui preferisco non svelare il titolo”.

Canzoni che vorresti portare nientemeno che Sanremo…
“Sì, mi auguro di farcela, perché il Festival è il sogno di tutti i cantanti (Katy aveva partecipato anche ad Accademia Sanremo nel 2003, arrivando nei primi 120 finalisti, ndr). Il direttore artistico, Claudio Baglioni (riconfermato anche per il 2019 dopo il trionfo del 2018) ha cambiato le regole di Sanremo Giovani e il prossimo anno si dovranno portare due canzoni, non più solo una. Inoltre non ci sarà più la classica finale che precede quella dei Big a febbraio, ma una serata che si terrà a Roma il prossimo dicembre”.

Intanto, però, ti aspetta un concerto tra qualche giorno, il 20 settembre: un concerto che terrai a Lecco, nientemeno che su un battello ormeggiato sul lago.
“Sì, canterò alcuni successi sia italiani che internazionali della musica pop, facendo dunque un omaggio agli artisti che li hanno portati al successo. Le canzoni verranno riarrangiate in maniera particolare, elettronica, e con Toto Arca ci divertiremo anche nel reinterpretarle”.

Katy Desario, infatti, cerca di essere sempre se stessa quando canta, consiglio datole nientemeno che da Mogol (appena nominato presidente Siae, ndr), il ben noto paroliere di Lucio Battisti. Katy ha vinto una borsa di studio (C.E.T) per frequentare il “Centro Europeo Toscolano”, di cui Mogol è direttore.

Katy, non possiamo non ricordare la tua partecipazione a “The Voice” come concorrente: come sei approdata al talent?
“Facendo i consueti provini, perché ho pensato di essere matura, sia artisticamente che umanamente per questa esperienza. Un palco del genere ti mette sicuramente alla prova, ti dà tanta ansia: non puoi certo permetterti di fare brutte figure, perché naturalmente ti giocheresti il tuo futuro. Per fortuna è andata bene”.

Com’è nata la tua passione per la musica?
“E’ nata in famiglia. Nessuno dei miei parenti è musicista o cantante, ma amano molto ascoltare musica, soprattutto pop. Da piccola i miei genitori mi portavano ai concerti dei loro idoli, i cantanti melodici ‘dei loro tempi’. In particolare mia madre non perdeva occasione di portarmi alle esibizioni di artisti come Iva Zanicchi, Orietta Berti e Al Bano. Ricordo poi che mio padre, quando mi cullava, cantava sempre. Canzoni anche abbastanza allegre, che credo che mi abbiano trasmesso il senso del ritmo. Inoltre mi esibivo ad ogni evento di famiglia, per esempio nelle feste di matrimonio. Così i miei familiari mi hanno ‘scoperta’ per primi, notando anche che ero molto disinvolta nell’affrontare il pubblico. Poi ho iniziato davvero a studiare, arrivando alla fine a trasferirmi a Milano dalla mia Noicattaro, in provincia di Bari, e mi sono iscritta a un’Accademia che mi ha formata a 360 gradi”.

Nel 2012 Katy Desario si è infatti diplomata presso il più grande e prestigioso Centro europeo di formazione per lo spettacolo: M.A.S. (Music Art & Show), che si trova appunto nel capoluogo lombardo. Un’esperienza che ha permesso all’artista di affrontare il mondo del musical, “quello che ti prepara totalmente”, spiega.

Perché oltre che cantante, è anche attrice e ballerina. Ha fatto parte del cast di due musical portati anche all’estero: “Il mondo di Patty – Il musical più bello” (2010), ispirato all’omonima telenovela argentina di fama internazionale, e “Siddharta”, dal 2012 al 2014, dove interpretava Kamala, la protagonista femminile. Katy ha avuto l’emozione di esibirsi anche allo storico teatro parigino delle “Folies Bergère”.

Dopo il musical, inizia il suo percorso prima unicamente di cantante (ha partecipato e vinto concorsi locali e nazionali come quello per il prestigioso Premio Mia Martini) e poi di cantautrice.

Katy, com’è nata la tua esperienza autorale?
“Per lungo tempo sono stata un’interprete, ho cantato canzoni scritte da altri. Poi, da due o tre anni a questa parte, ho iniziato a scrivere cose mie, sia come musica che come testi. Ho cominciato a strimpellare con la chitarra e a scrivere una partitura musicale, poi il testo. Ho scritto delle mie esperienze di vita, magari appena accadute. Così è nata la mia prima canzone, ‘Virtualmente’, che parla degli amori virtuali, nati sui social. Tanti giovani vi si possono immedesimare. E’ una canzone che ho tenuto nel cassetto per circa un anno, finché non ho trovato il momento giusto per musicarla: è uscita nell’inverno del 2016. Poi è arrivato il secondo brano, ‘Miracolo’, sempre scritto da me. E’ uscito quest’estate ed è un brano molto più raeggeton, ovviamente più ‘estivo’ del precedente. Parla del miracolo dell’amore, quello che arriva inaspettatamente, magari dopo un periodo di delusione”.

Da questi due brani deduciamo una passione per i ritmi indiani e sei perfettamente a tuo agio con le danze e con gli abiti di questo Paese. Com’è nato questo tuo interesse per l’Oriente?
“Mi sento molto a mio agio in quest’ambito. Addirittura molti mi scambiano per indiana per i miei capelli nerissimi e per i miei lineamenti, mentre in realtà sono italiana e pugliese doc! – ride –. A trasmettermi la passione per l’Oriente, è stata la mia famiglia. In particolare mia madre è molto appassionata dell’India da sempre. Quando ero piccola me ne parlava spesso, raccontandomi di esserci stata più volte e facendomi vedere anche alcuni film bollywoodiani. A me sono sempre piaciuti i colori, la cultura e ovviamente la musica indiana. Gli strumenti musicali tipici indiani mi emozionano. Quindi ho deciso di inserire queste sonorità nella mia musica, scritta da me, magari in collaborazione con altri autori. Non ho mai avuto occasione di andare in India, ma è il mio sogno poterla visitare”.

Quali sono i tuoi cantanti preferiti, a cui magari ti ispiri?
“Sicuramente Giorgia e Celine Dion e amo la musica soul (che si sente anche nelle voci di queste due grandi). Mi piacciono cantanti molto virtuose, sono molto attratta dalla vocalità, dall’uso della tecnica in maniera complessa, non lineare, come possono fare solo cantanti con la ‘C’ maiuscola. Giorgia, per esempio, utilizza molti virtuosismi e anche lei si rifà a cantanti soul, come ad esempio l’appena scomparsa Aretha Franklin”.

Da quello che ci hai detto, si può già intuire cosa ti auguri per il tuo futuro…
“Sì, mi auguro di arrivare alla gente sempre di più, che la gente mi conosca totalmente; che possa conoscere la mia anima, la mia grinta, tutto quello che ho dentro e che ho accumulato negli anni in termini di maturità vocale, professionale e di bagaglio culturale, da tirar fuori al momento giusto. Il mio augurio è che ognuno possa immedesimarsi in quello che dico e canto; che la mia voce riesca ad emozionare, a far vibrare qualcosa dentro: se riuscirò in questo, saprò di aver fatto centro. Ci vediamo il 20 settembre al Mr. Pma Fellowship Club sul lungo lago di Lecco: vi aspetto!”

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14 settembre 2018 — 10:55 / Attualità, Lecco
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