Strip banner rotator

Confindustria

Avis

Ricordi ed emozioni alla serata in memoria di Daniele Chiappa

di C.F.

c

LECCO – “Era una domenica del 1985, io e il Ciapin (Daniele Chiappa, ndr) dovevamo andare ai Magnaghi. Parcheggiamo la macchina, il tempo di imboccare il sentiero e sentiamo delle grida di aiuto, ai tempi non c’erano i cellulari, le chiamate di soccorso si facevano di guglia in guglia. Uno scalatore era caduto in zona Fungo. Lo raggiungiamo e lo soccorriamo, io gli ho messo una flebo. Lunedì in officina Daniele aveva realizzato un porta flebo da dare in dotazione ai medici del Soccorso Alpino. Questo era Ciapin”.

Da sinistra: Bebo Fazzini, Luigi Piatti e Mario Landriscina

 

Il ricordo, commosso, è di Luigi Piatti, cardiologo, alpinista, medico del Soccorso Alpino. Uno dei tanti che sabato sera hanno rievocato il grande Daniele Chiappa, per tutti Ciapin, nella serata in sua memoria, a dieci anni dalla scomparsa. L’iniziativa si è tenuta nella sala conferenze di Confcommercio, in piazza Garibaldi, alla presenza delle istituzioni e dei tanti amici, a partire da quelli del Gruppo Gamma presieduto dal fratello Robi, organizzatore della serata, che hanno avuto modo di conoscere e crescere accanto a Daniele Chiappa, “pioniere del Soccorso Alpino”.

Da sinistra: Carlo Greppi, presidente Comunità Montana Lario Orientale Valle San Martino , Virginio Brivio, sindaco di Lecco e Antonio Peccati, presidente Confcommercio Lecco

 

Il ricordo di Ciapin è passato attraverso i saluti istituzionali del sindaco di Lecco Virginio Brivio, del presidente di Confcommercio Antonio Peccati (ex alpinista ed ex soccorritore a sua volta), del presidente della Comunità Montana del Lario Orientale e della Valle San Martino Carlo Greppi. Ma soprattutto, attraverso le parole dei colleghi e amici con i quali Daniele Chiappa ha ricostruito il sistema di soccorso in montagna, e non solo.

Al tavolo moderato dallo scrittore Alberto Benini sono così sfilate le testimonianze degli uomini che tutt’oggi portano avanti le importanti lezioni di vita di Ciapin. Un uomo “sincero, onesto, vero, garbato”, così come lo ha definito Mario Landriscina, medico del Sant’Anna di Como e direttore del 118 cittadino che ha contribuito a fondare, oggi sindaco di Como. “Ho avuto la fortuna di vivere Daniele in tutti questi modi. Con lui era una costante e paziente ricerca della collaborazione, per il bene degli altri. Non potrò mai dimenticarlo. Stasera è ancora qui tra noi, alla faccia del tempo che passa, di questi dieci anni, a ricordarci che non si deve mai lasciare indietro nessuno”.

Proprio al soccorso, non solo in montagna, ma in tutte le sue sfumature, Daniele ha dedicato la sua vita, arrivando a cambiare radicalmente le modalità di intervento e di organizzazione dei volontari.

Sergio Ainardi

 

“L’anno di svolta vera, se così possiamo definirlo, è stato il 1979, in cui ci fu un’esercitazione congiunta tra il Sar di Linate e il Soccorso Alpino di Lecco – ha ricordato il generale del Sar Linate Sergio Ainardi – Con l’elicottero riuscimmo a coprire l’avvicinamento alle guglie e ad effettuare il recupero delle barelle. Due cose che fino a poco tempo prima sembravano destinate ad essere solo un sogno. Daniele stravolse il modo di pensare: il soccorso in montagna poteva e doveva essere più tempestivo perchè a 3 mila metri una caviglia slogata può essere un problema, anche grave. Le squadre si muovevano a piedi, Daniele lavorò per fare sì che potessero essere portate in elicottero fino a dove possibile, per accorciare i tempi di intervento”.

“Impossibile non pensare al Ciapin quando sento l’elicottero sorvolare Lecco – ha ricordato Antonio Peccati – Nel 1975 il primo elicottero atterrava in Grignetta, al rifugio Rosalba, per un intervento di soccorso. Fu grazie a lui. Ricordo con piacere le serate a casa sua, lui spronava noi giovani a fare, a non avere timore. Leggevamo le relazioni delle sue vie, poi andavamo a farle e quando tornavamo trovavamo ad accoglierci il suo sorriso, genuino, speranzoso, felice. Lui godeva dei successi degli altri”.

E’ sempre grazie a Ciapin che la delegazione lariana del Cnasas fu divisa in stazioni, anche se, all’inizio, non sono mancate le perplessità come ha testimoniato Bebo Adelio Fazzini, primo capostazione della Valsassina Valvarrone. “Ai tempi conoscevo Daniele Chiappa di fama, era l’uomo del Cerro Torre, una leggenda. Una sera si è presentato a casa mia, davvero un’emozione grande. Senza tanti giri di parole mi ha detto che aveva in mente di riorganizzare la delegazione in maniera più funzionale. Nello specifico, mi aveva parlato dell’idea delle stazioni, una per ogni territorio. Io ero davvero scettico, allora i campanilismi erano davvero forti, pensare di dire ai volontari del soccorso alpino premanesi, ai barziesi e ai derviesi di annullarsi a vicenda era abbastanza da pazzi. Ciò che più mi aveva lasciato di sasso era il fatto che era appena diventato delegato e già cercava di stravolgere il sistema. Accettai di aiutarlo in questa cosa, inutile dire che fui la prima delle tante vittime di quello che con affetto chiamo ‘uragano Daniele’. Ma l’idea fu assolutamente vincente, come dimostra l’organizzazione della Delegazione oggi”.

Giorgio Spreafico a sinistra e Sandro Pellegatta a destra

 

Uomo innamorato della vita e della montagna, “soccorritore del dialogo, della storia dell’alpinismo, della memoria e dell’amicizia” come ha ricordato il giornalista Giorgio Spreafico, autore di diversi libri su Daniele Chiappa. E che, fino all’ultimo, ha messo davanti a tutto la missione dell’aiuto al prossimo. Il ricordo, nitido, è di Sandro Pellegatta, volontario del Soccorso Alpino: “Daniele era da poco tornato dalla Repubblica Dominicana doveva aveva fatto assistenza a una gara di parapendio. Uno dei partecipanti aveva avuto un infortunio e Daniele aveva contribuito al soccorso, portandolo poi al suo villaggio. Qui si era reso conto che non c’era alcun tipo di assistenza sanitaria e neanche un modo per raggiungere l’ospedale più vicino. Tornato a casa mi aveva telefonato dicendomi: ‘Devo dirti due cose. La prima, se mi recuperi un’ambulanza’. Ho scoperto poi che serviva per il villaggio da cui era tornato. ‘La seconda?” “Ho un tumore ai reni”. Anche in quel caso era riuscito a mettere prima il soccorso che sé stesso”.

Durante la serata non è mancato un momento di “animazione” con la lettura di un passo di “All’ombra della luna” di Daniele Chiappa letto da Giorgio Galimberti su accompagnamento musicale di tamburi a cura di Fabio Galimberti. 

Il ricordo di Daniele Chiappa proseguirà oggi, domenica 23 settembre, ai Piani Resinelli con un ricco programma che prevede, tra le altre cose, la salita alla Grignetta con rinfresco offerto dai Beck e tante altre attività (QUI i dettagli).

GALLERIA FOTOGRAFICA

Print Friendly, PDF & Email

23 settembre 2018 — 01:49 / Attualità, Lecco, Montagna
© Riproduzione riservata

Le news delle ultime 24 ore