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AVIS

Si gioca alla guerra tra i capannoni della Leuci. “E la messa in sicurezza?”

di A.B.

LECCO – “Quando abbiamo visto i soldati, abbiamo pensato, ‘toh finalmente qualcuno si è mosso” ha commentato con ironia una residente delle palazzine affacciate alla Leuci che domenica mattina è stata ‘presa d’assalto’ dagli appassionati della guerra simulata.

Tute mimetiche, fucili e pistole, caschi e giubbotti antiproiettile, come veri guerriglieri, i partecipanti si sono mossi tra i capannoni dell’ex fabbrica di lampadine che ha offerto uno scenario altamente realistico per gli amanti del softair, così come è definita questa attività ludico sportiva che ha un grande seguito anche nel lecchese.

Indubbio il divertimento dei partecipanti,  ma la situazione ha fatto comunque storcere il naso agli abitanti della zona, che da tempo attendono l’intervento di messa in sicurezza da parte della proprietà e soprattutto l’eliminazione dell‘amianto ammalorato dai tetti dell’ex realtà industriale, di cui si sono verificati anche crolli, sia all’interno della fabbrica che all’esterno, in via Tubi,  chiusa in quell’occasione per poter rimuovere i frammenti di eternit finiti in strada.

Per mesi non eravamo riusciti ad ottenere un sopralluogo nell’area per valutare la pericolosità dell’amianto – si sfogano i residenti – ci hanno sempre detto che non era possibile per questione di sicurezza,  che non c’erano le condizioni ambientali e ora una ventina di baldi giovanotti  erano qui davanti a noi, che si divertivano a spararsi addosso, a nascondersi e a simulare tattiche di guerra, con accesso a tutti i piazzali e a tutti i capannoni…. anche quelli con i pezzi di amianto sospesi sulle loro teste!  E’ vero che l’area è privata e quindi può essere affittata o utilizzata per altro, ma visti i vincoli posti dall’amministrazione, la stessa ha informato questi giovani del reale rischio per la loro salute e sicurezza?”

Sulla messa in sicurezza e la bonifica dell’area pende l’ordinanza, i cui termini sono ormai da tempo scaduti, del Comune che ha già annunciato di aver interessato la Procura affinché i proprietari dell’ex fabbrica provvedano agli interventi. Nessuno ha visto svolgersi questi lavori, la particolare iniziativa di domenica ha invece attirato l’attenzione di molti abitanti della zona. Un cartello esposto dagli organizzatori  avvisa che “sono state effettuate tutte le comunicazioni necessarie agli organi di pubblica sicurezza”.

“Abbiamo tutte le autorizzazioni del caso, avvisando chi di competenza e seguito tutto l’iter necessario” ci spiega Fulvio Campanelli, presidente dell’associazione Eight Team . Chiediamo se siano al corrente dell’ordinanza che verte sull’immobile: “Sappiamo tutto e abbiamo parlato con la proprietà, non siamo qui abusivamente ma d’accordo con i proprietari. Se fosse pericoloso non saremmo qui, come presidente devo tutelare l’incolumità dei miei associati. Abbiamo agito nella sicurezza e nella legalità, senza arrecare disturbo al vicinato”.

 

L’organizzatore non ha voluto rilevare a quale organo di sicurezza pubblica sia stato avvisato. In genere, in caso di manifestazione analoghe, le associazioni si premurano di segnalare alle forze dell’ordine iniziative come queste, per evitare che cittadini preoccupati segnalino la presenza di persone armate nelle aree utilizzate come zone di gioco.  “I nostri uffici non sono stati avvisati” fa sapere sorpresa dell’accaduto il vicesindaco Francesca Bonacina che ora vuole approfondire la questione.

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14 gennaio 2018 — 13:57 / Attualità, Lecco
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