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Volo notturno: 1300 missioni in 10 anni per l’elisoccorso di Como

COMO – Milletrecento missioni notturne in dieci anni. E’ il bilancio dell’operatività dell’Elisoccorso di Como nella fascia oraria dalle 8 di sera alle 8 del mattino, avviata il 21 luglio 2008.

Il servizio che ha potuto può contare su aeromobili ad ala rotante sempre più moderni ed efficienti – come l’attuale AW 139 – è passato da una media di 70 interventi notturni all’anno a oltre 300 l’anno. Nel 2017 i voli notturni sono stati 327, 177 dall’inizio del 2018 alla metà di luglio. Attualmente gli interventi primari, ovvero quelli effettuati sul territorio, rappresentano l’80% dell’attività e i secondari, cioè quelli di pazienti critici da struttura sanitaria ad altra struttura sanitaria, sono il 20%.

L’evoluzione dell’attività notturna dell’Elisoccorso di Como è legata anche all’introduzione di nuove tecnologie. E’ stato infatti il primo in Italia in ambito civile sanitario, nel luglio del 2016, a utilizzare i Night Vision Goggles (NVG), visori notturni che consentono di vedere al buio e, quindi, di compiere durante la notte, operazioni fino a poco tempo fa possibili solo con la luce diurna. Anche il cockpit e la cabina dell’AW 139 sono compatibili con il sistema NVG.

E’ di qualche settimana fa, infine, un ulteriore step che contribuirà alla crescita dell’Elisoccorso in Lombardia. L’ENAC, l’Ente Nazionale Aviazione Civile, ha concesso l’autorizzazione all’attività di manovre “speciali”, cioè all’impiego del verricello anche di notte per calare sul luogo del soccorso l’équipe sanitaria e recuperare il paziente e all’utilizzo dell’hovering – stazionamento in volo – per operazioni di sbarco e imbarco. Al momento, grazie alla formazione svolta nei mesi scorsi dal personale di volo e da quello sanitario, l’Elisoccorso di Como è l’unico operativo in questo ambito.

Gli interventi autorizzati da ENAC possono essere effettuati a due condizioni. La prima è l’utilizzo dell’NVG. La seconda è il posizionamento del velivolo su siti noti e censiti denominati Hoist. Si tratta di prati e zone in prossimità di rifugi o vicine a strade di difficili che sono state individuati e ritenuti idonei a seguito di ricognizioni e studi ad hoc. La Lombardia può contare su una rete di una settantina di siti di questo tipo oltre che su campi sportivi illuminati e non illuminati utilizzabili per atterraggi e decolli.

“L’elisoccorso – spiega Alberto Zoli, direttore generale di Areu (Azienda regionale dell’emergenza-urgenza) – è stato individuato come settore di punta su cui investire per garantire la continuità del servizio tra il giorno e la notte e, conseguentemente, la medicalizzazione precoce dei pazienti e il trasporto in ospedale. E’ stato fatto un salto qualitativo epocale grazie all’integrazione con i mezzi di trasporto su gomma e, successivamente, grazie all’istituzione della Creli, la Centrale regionale dell’elisoccorso lombardo, e all’autorizzazioen Enac per le manovre ‘speciali’. Inoltre, stiamo sviluppando altre progettualità per migliorare le informazioni sul meteo, utilizzare di più i siti degli ospedali spoke e stiamo lavorando per inserire anche i droni che, dall’alto, possono fornire una quadro del luogo dell’intervento ancora più dettagliato”.

 

 

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20 luglio 2018 — 16:58 / Attualità, Sanità
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