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Falsi crediti d’imposta per non pagare le tasse: l’indagine nata a Lecco

LECCO – Ventidue auto di lusso e 15 immobili sequestrati, insieme a denaro contante, rapporti bancari, quote societarie, quadri di valore: è il risultato dell’operazione congiunta della Guardia di Finanza e della Squadra Mobile di Lecco che hanno smascherato un’associazione a delinquere che si arricchiva attraverso frodi fiscali.

Le indagini da Lecco si sono estese a diverse province lombarde, in particolare quella di Bergamo, Como, Milano con sequestri di beni che hanno interessato anche il Veneto e la provincia di Salerno. Una cinquantina sono le imprese coinvolte in questa maxi elusione fiscale messa in atto tramite ‘consulenti’ che illecitamente consentivano agli imprenditori di non pagare le imposte dovute, garantendo margini di guadagno per la loro ‘clientela’ e ovviamente per i consulenti stessi.

Una truffa fiscale sofisticata: “Il meccanismo era questo – spiega il Ten. Col. Antonio Gorgoglione delle Fiamme Gialle di Lecco – l’imprenditore avvicinato dal consulente versava totalmente a quest’ultimo l’importo complessivo dei tributi, dimostrando effettivamente lo spostamento del denaro. Di fatto, il consulente gli forniva dei finti crediti d’imposta che venivano riportati nella dichiarazione al fisco, che andavano a compensare quanto dovuto all’erario e che consentivano quindi di non dover pagare alcuna imposta”.

Ciò era reso possibile da una rete di società di servizi, con sede tra Lecco e Bergamo, collegate ai consulenti, che per gli inquirenti consentivano, attraverso false fatturazioni, il giro illecito di denaro e quindi l’evasione fiscale. “E quando, dopo due anni, l’Erario si rendeva conto che i soldi non erano mai stati versati – prosegue il finanziere – i consulenti compensavano nuovamente con finti crediti, mentre il denaro arrivava a società svizzere e maltesi, diventando impossibile da rintracciare”.

Sedici i milioni su cui pende l’ordine di sequestro, ma per Finanza e Polizia sarebbe solo la punta dell’iceberg dell’evasione messa in atto. Tredici sono le persone denunciate nel corso dell’operazione che lo scorso maggio aveva già visto finire in carcere l’ex direttore dell’Inps di Bergamo, Angelo d’Ambrosio (in servizio a Sondrio al momento dell’arresto) e l’imprenditore Antonio Mario Cattaneo, di Ciserano.

Lecco era la sede di una delle società ‘filtro‘, come vengono definite dagli inquirenti: si tratterebbe della Finberg M&A Srl di Marco Sarti, consulente originario di Salerno e residente a Lecco, già arrestato nel corso di una precedente inchiesta della Guardia di Finanza, sempre per illeciti fiscali.

“Questo ramo d’indagine si è sviluppato nel 2016 dopo la denuncia di uno di soggetti coinvolti in questa associazione per delinquere dalla quale aveva cercato di uscire, trovando di fronte alla pretesa estorsiva di 2 milioni e mezzo di euro da parte dell’organizzazione – spiega Danilo Di Laura, dirigente della Squadra Mobile – temendo per la sua persona, ha deciso di interessare le forze dell’ordine”.

IL VIDEO

Un’associazione a delinquere che per gli investigatori vedrebbe a capo un consulente di Treviglio, Domenico Piscicelli, il quale avrebbe trovato il sostegno di ulteriori professionisti e collaboratori, riuscendo ad estendere i propri ‘servizi’.

“E’ la criminalità dei colletti bianchi” ha commentato il questore Filippo Guglielmino intervenendo in conferenza stampa insieme al comandante provinciale della Gdf, Massimo Dell’Anna.

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9 novembre 2018 — 17:29 / Cronaca
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