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Gli amici della Cooperativa Demetra ricordano Gabriele Villa scomparso a 62 anni

Gabriele Villa

CASATENOVO – E’ morto mercoledì mattina, all’età di 62 anni, Gabriele Villa vicepresidente della Cooperativa Demetra Onlus, persona molto amata a Casatenovo, dove era originario, da diversi anni residente a Parma.

Gli amici della Cooperativa Demetra hanno voluto salutarlo con una sentita lettera.

“La storia di Gabriele si intreccia con quella della nostra cooperativa, di cui è stato uno dei fondatori più di trenta anni fa. Lo spirito che ci aveva animato era quello di offrire un’opportunità lavorativa a chi, nella vita, aveva incontrato difficoltà di vario genere e che poteva ripensarsi in un modo nuovo. Erano gli anni ’80 in cui tra i giovani dilagava l’eroina e insieme ad un gruppo di operatori sociali di Comunità Nuova si è pensato ad un ‘posto per ricominciare’, un mix sociale-professionale. Da entusiasta quale era, Gabriele, giovane giardiniere ma già esperto arboricoltore, si era buttato in questa nuova avventura: aveva lasciato il suo lavoro, o meglio lo aveva messo a disposizione con tutto quello che ne faceva parte, competenze, clienti, attrezzi, nella piccola realtà che stavamo cercando di costruire. Fin dall’inizio abbiamo però con Gabriele ed altri giovani agronomi, cercato di distinguerci ed essere innovatori in un settore, quello del verde, che andava rapidamente cambiando: il nostro obbiettivo era quello di creare un’ambiente di crescita e scambio reciproco, in modo da farci scegliere per i nostri servizi di alta qualità professionale, eseguiti da tecnici dotati di sensibilità sociale, ma in primo luogo competenti ed esperti nel loro lavoro. Per questo abbiamo investito molto sulla ricerca e Gabriele, che era curioso di natura, ha avuto un ruolo chiave. Sempre a caccia di nuovi progetti ed idee, innovazioni e dispositivi tecnologici, qualche volta con acquisti ‘impulsivi’ dettati dal suo grande entusiasmo che a volte ci faceva sorridere, ma che oggi ci ha permesso di diventare tra le più innovative realtà nello scenario della gestione del verde urbano, con l’inserimento di strumentazioni scientifiche all’avanguardia, come quelle legate alla definizione della stabilità degli alberi. Oggi la Demetra progetta e realizza parchi gioco su tutto il territorio nazionale, ha realizzato il censimento del verde delle città italiane più importanti, ha tradotto e pubblicato libri sulla tecnica di gestione degli alberi. Un esploratore insaziabile e infaticabile sempre disposto a mettersi in gioco. Gabriele non si accontentava di ciò che sentiva, andava alle fonti: le nuove teorie andava a cercarla là dove nascevano. Per questo ha voluto tradurre dal tedesco i principi fondamentali della meccanica degli alberi scritto da Matteck Klaus, docente alla Università di Karlsruhe in Germania, divenuto poi suo caro amico, convincendo una casa editrice, Il Verde Editoriale, specializzata nella pubblicistica di settore, a pubblicare questi testi oggi ancora preziosi: da sempre è stato infatti un sostenitore della “custodia del verde e del territorio”, convinto cioè dell’importanza della circolazione di conoscenze e informazioni, unica strada per prendersi cura dell’ambiente in modo professionale, secondo quello che è il motto di Demetra ‘cura e cultura del verde’. Da tutti ritenuto uno dei più grandi arboricoltori ha sempre creduto nella circolazione delle idee, nel confronto delle idee anche aspro ma aperto e leale. Di lui ricordiamo la grande capacità di relazione che nel corso degli anni gli ha permesso di maturare una serie di contatti prestigiosi, anche a livello internazionale, con università e professionisti del settore. La stessa apertura trovava dimostrazione nella facilità con cui ha favorito l’ingresso di tanti giovani curiosi in  azienda: con loro condivideva l’entusiasmo per le nuove idee, risultando contagioso e stimolante per tutti i settori, per i quali creava molteplici occasioni di condivisione e incontro. Proprio questo aspetto vorremmo fosse il suo lascito più grande: l’andare oltre le apparenze, il ‘provare a vedere se’, lo stimolo a superarsi e a mettersi in gioco, il gusto della ricerca, che comprende la contaminazione dei saperi e la disponibilità al confronto. Ti salutiamo con una promessa: coltiveremo ciò che hai seminato”.

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18 maggio 2018 — 18:11 / Cronaca, Oggiono/Brianza
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