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L’addio ad Angelo Sala martedì pomeriggio nella chiesa di Acquate

di Claudio Bottagisi

LECCO – Sarà monsignor Luigi Stucchi, vescovo ausiliare a Milano e per lunghi anni a Lecco in qualità di direttore responsabile del settimanale cattolico “Il Resegone”, a celebrare martedì 5 novembre alle ore 15.30 i funerali di Angelo Sala, il giornalista e scrittore morto questa mattina in città. Il rito si terrà nella chiesa dei santi Giorgio e Caterina ad Acquate, dopodiché la salma sarà tumulata nel cimitero di Castello (campo A).

Monsignor Stucchi era legato a Sala da vincoli di profonda amicizia che risalivano proprio agli anni della sua direzione al “Resegone”, dove Angelo aveva iniziato la sua carriera giornalistica.

Era stato proprio l’attuale vescovo ausiliare di Milano a curare la prefazione del terzo volume dell’opera “Pietre di fede – Chiese e campanili della città di Lecco”, l’ultima importante fatica letteraria di Sala pubblicata nel 2010 a cura delle Edizioni Monte San Martino.

Quell’opera andava a completare con Laorca, Maggianico, Olate, Pescarenico, Rancio, San Giovanni e Santo Stefano un percorso tra le chiese della città di Lecco avviato due anni prima con la stesura del primo volume della trilogia. Monsignor Stucchi scriveva: “Conosco da anni la passione dell’autore e quest’opera non è che un’ulteriore conferma dell’amore alla città di Lecco, alle “pietre di fede” che ne costituiscono la più vera e profonda ricchezza, tracciando un concreto e significativo percorso dentro la città che ne costituisce il filo conduttore e unificante, direi anche il fondamento, spirituale e morale, forte più della roccia”.

“Sala non è un pensatore isolato – aggiungeva l’ex direttore del “Resegone” – sta egli stesso dentro una storia viva che gli permette di riconsegnarci in modo mirabile la storia di fede di un popolo intero, attingendo alle risorse dell’arte in ogni sua forma e alle fonti di altre penne famose, perché penne di scrittori che hanno compreso e amato la stessa storia, le stesse pietre, la stessa città. Perché Lecco merita che ci sia chi la sa raccontare come realtà viva”.

Angelo Sala era anche un grande appassionato di montagna e proprio ai “nostri monti” aveva dedicato più di un libro. Ma non solo. Amava studiare e nei suoi scritti, come appunto nelle sue pubblicazioni, entrava sovente nel merito delle problematiche delle terre montane. Aveva a cuore l’ambiente che ci circonda, i grandi temi dell’agricoltura e dell’urbanizzazione dei nostri territori.

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4 novembre 2013 — 15:09 / Cronaca
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