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LEGGERMENTE – Dalla cecità al trionfo sportivo. Oney Tapia si racconta

Il campione Oney Tapia con il giornalista sportivo Roberto Bof

 

LECCO – C’è chi ha conosciuto la sua storia dopo quell’argento conquistato nel 2016 ai Giochi Paralimpici di Rio, chi sul grande schermo a Ballando con Le Stelle, la trasmissione di Milly Carlucci che lo ha incornato vincitore dell’edizione 2017: un trionfo per Oney Tapia che si sta godendo il bellissimo momento, ben sapendo di essersi lasciato dietro anni difficilissimi e di aver tirato fuori una forza incredibile.

“Più forte del buio” non a caso si chiama il suo libro, presentato lunedì pomeriggio a Lecco in occasione del festival di lettura, Leggermente, nell’incontro che si è svolto nella sala conferenze di Palazzo Falck.

Buio, come ciò che può vedere con gli occhi dopo lo sfortunato incidente che lo ha reso cieco nel 2011 quando, mentre lavorava come giardiniere, è stato colpito da un grosso ramo che gli ha compromesso per sempre la vista.

Era già uno sportivo: originario di Cuba, si era trasferito in Italia nel 2002, entrando prima nella squadra di baseball di Lodi, poi il rugby. Dopo l’incidente si avvicina agli sport per non vedenti, goalball e torball  poi si avvicina al mondo dell’atletica leggera paralimpica, specializzandosi nel lancio del peso e del disco, infrangendo il record italiano.

“E’ stato un segno, ha aperto una storia nuova della mia vita, una nuova strada – ha raccontato al pubblico, rispondendo alle domande di Roberto Bof, giornalista della Gazzetta dello Sport – quando ho perso la vista mi sono detto.. ora cosa faccio? Cosa posso dare alle mie tre figlie, cosa posso fare per non fare mancare nulla a loro? Nello sport ho trovato la risposta e ha saputo darmi tanto. Il risultato raggiunto contiene anche momenti di rammarico e sconforto, il sacrificio di tante persone che hanno collaborato a questa vincita, una luce che pian piano è aumentata diventando sempre più forte”.

Una storia che Oney Tapia ha racchiuso nel suo libro: “Da tanto volevo scrivere. Ognuno di noi è un libro, fin da quando iniziamo a vivere, le nostre pagine sono scritte nella mente. Io volevo lasciare qualcosa di tangibile della mia vita alle mie figlie, dopo le paralimpiadi mancava ancora qualcosa, e Ballando con le Stelle è stata la ciliegina sulla torta”.

“Vale più una serata con Milly Carlucci che sei mesi di allenamenti” scherza il giornalista con Tapia, ma non ci sono stati solo sorrisi in questi anni.

“La pagina più difficile?” chiede Bof. “ Il libro inizia con la sconfitta ed è un argomento di cui a nessuno piace parlare, se non per sfogarsi con un amico in un momento di stress o di ansia – risponde lo sportivo – Nel 2015, al mio primo mondiale, sono partito carichissimo.. ‘Spacco tutto’ mi sono detto. Ho fatto tre nulli. Il disco non è uscito dalla gabbia e io sono tornato a casa con la coda tra le gambe”.

“Questa sconfitta mi ha fatto riflettere, perché è successo? – ha spiegato Tapia – Perché il mio impegno è stato buono ma fino ad un certo punto, tutto quello che ho fatto non è stato abbastanza, ne ho avuto la conferma quando all’europeo del 2016 quando ho vinto la medaglia d’oro. Significa che prima non ero pronto abbastanza, bisognava raddoppiare le forze, la concentrazione. Quando sono arrivato a Rio ho capito che le mie condizioni erano ottimali… 40.86 m al primo lancio. Questo è il risultato della sconfitta, è l’anteprima di una vittoria, perché per arrivare ad una vittoria bisogna assaggiare la sconfitta”.

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20 marzo 2018 — 13:18 / Cultura, Lecco
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