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Filca. Gli ex dipendenti scrivono al tribunale: “Non fatela fallire”

 

LECCO – Una lettera inviata dagli ex dipendenti di Filca al presidente del Tribunale di Lecco, Ersilio Secchi, un appello lanciato dai lavoratori affinché non venga dichiarato il fallimento della cooperativa edile.

E’ attesa infatti per questo mercoledì, 13 dicembre, la decisione sul concordato presentato nei mesi scorsi dal patron di Filca, Giacomo Fumeo, che potrebbe essere revocato se il giudice non riterrà vi siano le condizioni per soddisfare i creditori della società. Il concordato, dicono i lavoratori, “rappresenta l’unica possibilità per vederci riconosciuto il 100% del nostro credito”.

 

Egregio Presidente del Tribunale di Lecco Dott. Ersilio Secchi,

noi dipendenti di Filca Cooperative società cooperativa in Concordato Preventivo, tutti oramai ex, Le scriviamo queste poche righe per esternarLe il forte stato di disagio e di apprensione che stiamo vivendo e per sensibilizzarLa sulla situazione che ci riguarda.

Ci permettiamo di illustrarLe, brevemente, le tappe che hanno determinato tale situazione.
Filca Cooperative, un’azienda di oltre 100 dipendenti, per 35 anni è stata leader in Lombardia nell’edilizia residenziale ed ha consentito a quasi 18.000 famiglie di accedere alla casa in proprietà.

Per noi dipendenti era motivo di orgoglio lavorare per un’Azienda di successo, conosciuta per la qualità assicurata delle sue biocase, e che otteneva riconoscimenti anche grazie alla nostra abnegazione al lavoro.

Ad inizio 2015, la nostra Società, ha cominciato ad accusare gli effetti della peggiore crisi economica della storia, che è iniziata nel 2008 e che, dicono, sia finita in questi giorni. Una crisi devastante, seconda solo alla grande depressione del ’29, che ha colpito in particolare il settore immobiliare.

La strategia adottata dagli Amministratori di Filca è stata inizialmente indirizzata verso una ristrutturazione dei debiti aziendali per cui si è fatto ausilio di advisor esterni, all’uopo nominati, per individuare soluzioni in un’ottica di risanamento finanziario in continuità aziendale, che vedeva il ricorso agli ammortizzatori sociali per evitare tagli al personale e al supporto delle banche coinvolte nella “crisi del Gruppo Filca”.

Però, dopo quasi un anno di serrate trattative con gli istituti di credito, il previsto apporto con la “finanza ponte” non si concretizzava e il Piano passava da una ristrutturazione e rilancio dell’attività in continuità a un’ordinata dismissione del patrimonio immobiliare delle cooperative associate, senza continuità aziendale. In questo travagliato anno non ci siamo scoraggiati e abbiamo continuato a lavorare, giorno dopo giorno, anche quando gli stipendi tardavano o venivano erogati parzialmente o, in alcuni mesi, non erogati affatto.

Ci siamo impegnati attivamente perché credevamo nella possibilità di uscire dalla crisi ed eravamo determinati a contribuire al positivo risultato finale.

Abbiamo iniziato a prendere coscienza del fatto che a seguito del piano di ordinata dismissione, imposto dalle banche, sarebbero stati risolti i nostri contratti di lavoro.

Nel luglio del 2016, nonostante la costanza, i sacrifici ed il lavoro profusi da parte di tutta la struttura, Filca approdava inevitabilmente all’istanza di preconcordato.

Ognuno di noi, comunque, sino all’ultimo giorno di lavoro, ha attivamente collaborato per favorire l’omologa del Concordato Preventivo che, con un apporto di oltre 5 milioni di euro di nuova finanza da parte delle banche rappresenta l’unica possibilità per noi dipendenti di veder riconosciuto il 100% del nostro credito. Percentuale che si ridurrebbe molto più che drasticamente in caso di revoca del concordato e fallimento di Filca, in quanto l’apporto di 5 milioni di euro verrebbe ovviamente meno.

Dalle ultime allarmanti comunicazioni pervenuteci dai Commissari Giudiziali, abbiamo compreso che la decisione che verrà presa mercoledì 13 p.v. dallo spettabile Tribunale di cui Lei è Presidente, sarà cruciale e inciderà positivamente o negativamente in modo determinante sul nostro futuro.
Siamo molto preoccupati perché una decisione di revoca dell’ammissione al Concordato Preventivo (e il conseguente fallimento di Filca Cooperative), avrebbe una ricaduta sociale pesantissima che investirebbe in pieno la fascia più debole dei creditori e cioè:

noi ex dipendenti, e di conseguenza le nostre famiglie, che non riceveremmo più le spettanze arretrate, con conseguente aggravio di una condizione economica già messa a durissima prova e difficile da risanare, dovendo oltretutto far fronte alle difficoltà di ricollocazione nel mondo del lavoro (si tenga altresì conto che la media dell’età di noi ex dipendenti Filca è molto alta);

i soci delle cooperative, che hanno investito i risparmi di una vita per l’acquisto di una casa, in quanto il fallimento di Filca renderebbe ancor più difficile il processo di liquidazione delle cooperative affiliate.

Non siamo in grado, non avendone le competenze, di entrare in merito a complicate questioni di diritto, e non è nemmeno nostra intenzione farlo perché crediamo nella giustizia e in uno Stato di diritto, come è il nostro, ci sentiamo tutelati e abbiamo fiducia nei Giudici chiamati a decidere delle nostre sorti.

Ci permettiamo “solo” di richiamare alla Sua attenzione ed alla Sua sensibilità di Persona il profilo umano di tutta questa complicata vicenda, chiedendoLe di valutare la “Procedura Filca” tenendo conto anche dell’inevitabile ricaduta sociale.

Oltre a questa nostra, l’ultimo e l’unico modo possibile per manifestare il nostro coinvolgimento sarà quello di essere silenziosamente presenti fuori dal Tribunale di Lecco il giorno 13 dicembre 2017.

Fiduciosi nell’operato del Tribunale, La ringraziamo per l’attenzione accordataci e porgiamo un cordiale saluto.

Lecco, 10 Dicembre 2017

IL COMITATO DEGLI EX DIPENDENTI DI FILCA COOPERATIVE
Alessandra Civardi
Alfredo Viganò
Andrea Dimiccoli
Andrea Marzola
Anna Dell’Oro
Anna Ruocco
Cinzia Riva
Cinzia Rossini
Davide Lombardi
Dolores Romano
Elena Romano
Enrico Fenili
Enrico Ioli
Enzo Erra
Francesco Maccarrone
Francesco Ricchiuto
Franco Ottolini
Gabriella Frangi
Gessica Teramo
Giuliana Piantoni
Laura Mauri
Laura Panzeri
Liliana Mangiagalli
Luciana Bianchi
Marcello Casartelli
Marco Colombo
Maria Grazia Spada
Mariangela Fungardi
Mauro Brunati
Mauro Camozzini
Monica Pirovano
Nadia Segalini
Paola Faravelli
Paola Ferrari
Paola Gazzo
Paola Rigamonti
Paolo Scaia
Pierangelo Pedercini
Renato Fumeo
Riccardo Rusconi
Roberta Butti
Roberto Frigerio
Rosalba Lazzaro
Rosanna Pozzi
Sabrina Conca
Sara Coluccelli
Sergio Carrara
Sergio Losa
Silvana Genovese
Stefania Battarino
Tiziana D’Amato
Vitale Ventura

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11 dicembre 2017 — 09:39 / Economia, Lecco
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