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Cresce l’occupazione nel lecchese. “Siamo oltre i livelli pre-crisi”

Daniele Riva, presidente della Camera di Commercio di Lecco

 

LECCO – “La ripresa economica registrata nel 2017, con consistenti aumenti di produzione, ordini e fatturato delle nostre aziende sia nel comparto industriale che in quello artigiano, trova una conferma anche nei dati diffusi dall’Istat nei giorni scorsi, relativi al mercato del lavoro. Infatti in provincia di Lecco crescono gli occupati e diminuiscono i disoccupati (rispettivamente -0,9% e -9,7%). Il tasso di occupazione passa dal 68,3% del 2015 al 69,2% del 2017. L’aumento di 0,9 punti è in linea con la media regionale (+1) e superiore a quello nazionale (+0,7)”.

Il presidente della Camera di Commercio di Lecco, Daniele Riva, commenta con soddisfazione le elaborazioni dell’Osservatorio Economico Provinciale camerale relative all’indagine sulle forze lavoro realizzate da Istat.

Con riferimento al tasso di occupazione, nel 2017 Lecco si posiziona al 2° posto in Lombardia (dietro a Milano, 69,5%) e al 7° assoluto in Italia (dove primeggia Bolzano con il 72,9%). In particolare, gli uomini lecchesi occupati evidenziano un incremento di 460 persone (+0,5%), mentre le donne aumentano di quasi 900 unità (+1,4%).

Guardando ai singoli settori, è cresciuta l’occupazione lecchese nell’industria (+0,2% a fronte del -0,1% regionale e del +0,7% nazionale) e nei servizi (Lecco +1,5%; Lombardia +2,7%; Italia +1,5%), mentre è calata nell’agricoltura (Lecco -20,5%; Lombardia -8,4%; Italia -1,4%)

Paragonando il dato 2016 con quelli pre-crisi, il numero complessivo di occupati della nostra provincia è cresciuto di circa 650 unità (+2,4% contro il +1,1% lombardo e il -1,6% nazionale): il numero indice delle donne occupate (ponendo quello 2008=100) è salito a 105,1, mentre quello degli uomini è calato a 97,25. Sempre rispetto al 2008, sono aumentati i lavoratori lecchesi del settore terziario (108,4)6; mentre sono calati quelli di agricoltura e industria (gli indici del territorio lecchese si sono attestati rispettivamente a 31,6 e a 92,4)7.

Con riferimento al tasso di disoccupazione, Lecco occupa la 2a posizione tra le province lombarde (5,3%) dietro a Bergamo (4,2%). Nella classifica nazionale la nostra provincia si posiziona all’8° posto (la leader Bolzano registra il 3,1%).

In particolare, cala il tasso di disoccupazione maschile (dal 4,6% al 3,4%), mentre cresce leggermente quello femminile (dal 7,4% al 7,6%): gli uomini in cerca di occupazione diminuiscono di oltre 1.100 unità e le donne aumentano di 200. Tuttavia, rispetto al periodo pre-crisi il tasso di disoccupazione lecchese è cresciuto di oltre due punti percentuali (era pari al 3,2% a fine 2008): è aumentato sia il dato degli uomini (dal 2,3% al 3,4%) che delle donne (dal 4,5% al 7,6%)

A Lecco il totale delle forze lavoro passa da 159.000 unità del 2016 a oltre 159.800 nello scorso anno (+0,3%, contro il +0,6% lombardo e nazionale).

“Il dato relativo agli occupati ritorna sui livelli di fine 2008 (151.400 unità contro le 150.800 dell’anno di avvio della crisi)”, evidenzia il Presidente Riva. “A preoccupare sono gli 8.400 disoccupati, quasi il doppio del 2008: in numeri assoluti, dal 2008 le persone in cerca di lavoro nella nostra provincia sono aumentate di 3.400 unità” dice Riva.

Ponendo pari a 100 il numero di Lecchesi in cerca di occupazione a fine 2008, nel 2017 il valore si è attestato a 169,3; in Lombardia a 184,9, in Italia a 187,6. Allo stesso tempo l’indice degli occupati nel 2017 si è attestato a 102,4 (Lombardia, 100,4; Italia 98,7).

“Al fine di ridurre il numero delle persone in cerca di occupazione – e in particolare i giovani – è necessario investire continuamente nella formazione e nella riqualificazione del personale; le sfide poste da ‘Industria 4.0’ – basata sulle nuove tecnologie e su modelli organizzativi innovativi – impongono una sempre maggior sinergia tra mondo dell’istruzione e dell’impresa – prosegue il Presidente Riva – A questo proposito occorre anche prevedere percorsi di alternanza che permettano ai giovani di conoscere ed incontrare il tessuto economico locale, preparandoli al futuro inserimento lavorativo”.

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21 marzo 2018 — 13:47 / Economia
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