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UIL. “Dati positivi nel 2017. Crescono gli occupati nel lecchese”

Salvatore Monteduro (Uil)

LECCO – I dati Istat sul mercato del lavoro anno 2017, nelle province di Como e Lecco, confrontati con l’anno 2016, evidenziano una ripresa economica ed occupazionale nel Lecchese, se pur debole, mentre una situazione negativa per il territorio di Como, per quest’ultimo si manifesta una situazione occupazionale di piena crisi economica anni 2013/2014.

Lo rivela una ricerca della Uil del Lario. In Provincia di Lecco, anno 2017, aumentano gli occupati di 1.349 unità, e il tasso di occupazione aumenta dell’0,94% rispetto all’anno 2016, ed è il genere femminile ad incidere positivamente: + 887 unità, mentre l’occupazione maschile cresce di 462 unità.

Anche i dati relativi alla disoccupazione fanno evidenziare per la Provincia di Lecco una ripresa occupazionale: diminuiscono i soggetti in stato di disoccupazione: – 900 unità, e il tasso di disoccupazione al 5,27% in leggera diminuzione del 0,58% rispetto al 2016. I disoccupati complessivi risultano 8.418 unità, ancora lontani dalla situazione di inizio crisi anno 2008 (4.920 unità) con un tasso di disoccupazione 3,20%.

Aumentano le donne in situazione di disoccupazione di 229 unità e il tasso di disoccupazione femminile risulta al 7,63% in aumento dell’0,21% rispetto al 2016. Mentre, diminuiscono i disoccupati tra gli uomini di 1.129 unità e il tasso di disoccupazione si attesta al 3,43%, con un -1,22% rispetto al 2016. 3 Infine, il tasso di disoccupazione giovanile al 11,93% (età 15-29 anni) diminuisce in modo sostanziale -3,91% rispetto al 2016.

I” dati Istat sulla situazione occupazionali – spiega il segretario Salvatore Monteduro – mostrano una ripresa economica nella Provincia di Lecco, già rilevata da altri indicatori economici come la riduzione della cassa integrazione e la forte crescita dell’export. Quest’ultimo, specialmente nel settore metalmeccanico, è stato determinante per la ripresa occupazionale nel territorio. Restano però alcune situazioni ambigue, come quella relativa all’aumento dell’occupazione femminile ma che non corrisponde un’altrettanta diminuzione della disoccupazione rispetto al 2016”

I dati, invece, rilevano la crescita occupazionale per i giovani nel 2017. “Su questa dinamica favorevole del mercato del lavoro molto probabilmente hanno inciso alcuni strumenti come garanzia giovani e i fondi europei ad essa collegati, il contratto di apprendistato che fruisce di agevolazioni fiscali – conclude Monteduro – C’è però da sottolineare che nella maggior parte dell’occupazione offerta ai giovani è a tempo determinato se non addirittura tirocini formativi. Infine, questi dati fanno emergere il fatto che è prematuro parlare di una crisi economica lasciata alle spalle definitivamente, e che la stessa è orientata, molto, da una situazione dei singoli settori produttivi i quali vivono le fluttuazioni delle dinamiche dei mercati commerciali globali, e per attenuare gli effetti in futuro è necessario sostenere maggiormente la domanda dei consumi interni, anche attraverso un rilancio degli investimenti pubblici”.

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19 marzo 2018 — 14:37 / Economia
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