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Dal GIV all’addio a Cassin. 6 agosto, una data importante

LECCO – 6 agosto, una data importante per l’alpinismo lecchese e mondiale. Era il 1958 quando la gli italiani, guidati da Riccardo Cassin, salirono l’inviolata vetta del Gasherbrum IV (7925 metri), dopo una spedizione epica. Del gruppo faceva parte un altro lecchese importante, Carlo Mauri. E fu proprio il Bigio a raggiungere la vetta insieme a Walter Bonatti.

Riccardo Cassin

 

Oggi, però, è anche l’anniversario della scomparsa di Riccardo Cassin. Nato il 2 gennaio del 1909, è morto il 6 agosto del 2009 all’età di 100 anni nella sua casa ai  Piani Resinelli. E’ stato uno dei più straordinari alpinisti della storia. Grandissimo scalatore, ha nel suo curriculum un’infinità di vie e molte “prime” assolute, con realizzazioni di grande rinomanza sulle Alpi e altrove. Iniziò ad arrampicare nel 1928 con altri giovani lecchesi e visitò per la prima volta le Dolomiti nel 1932. La prima via nuova in Dolomiti di una certa importanza fu effettuata, nel 1934, da Cassin in cordata con Vitali e Pozzi sulla parete Sudest della Cima Piccolissima di Lavaredo. Da allora la sua vita è costellata da tantissime scalate, sulle Alpi e in Dolomiti, che sono divenute leggendarie: dalla parete Nordest del Pizzo Badile, alla parete Nord della Punta Walker alle Grandes Jorasses e alla parete Nord dell’Aiguille de Leschaux, dallo spigolo Sudest alla Torre Trieste, alla parete Nord della Cima Ovest di Lavaredo, fino allo Sperone Sud del McKinley, nel Nord America, vinto all’età di 52 anni. Scalò di nuovo la parete Nordest del Badile quando aveva 78 anni.

Cassin ha anche condotto diverse spedizioni extraeuropee: quella del 1958 al Gasherbrum IV (7925m), versante Sud, cresta Nordest, Karakorum; 1961, Mount McKinley (6194m), parete Sud, Alaska; 1969, Nevado Jirishanca (6126m), parete Ovest, Ande Peruviane; 1975, Lhotse (8516m), parete Sud, Himalaya, Nepal orientale.

Lavorò prima come meccanico, poi come direttore in uno stabilimento di elettrotecnica e dopo la seconda guerra mondiale, durante la quale è stato in prima linea come partigiano, impiantò una fabbrica di attrezzature per l’alpinismo e la montagna in genere. E’ stato per tanti anni, in due diversi periodi, dal 1945 al 1958dal 1973 al 1980, presidente della Sezione del Cai di Lecco. Ma il suo impegno determinate ed autorevole era a tutto campo, anche se mai troppo sbandierato.

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6 agosto 2018 — 10:06 / Lecco, Montagna
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