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Sasso Cavallo, magia e mistero. Gli alpinisti raccontano e il ricordo va al Butch

Luca Passini, Benigno Balatti, Det Alippi, Matteo Della Bordella, Carlo Caccia ed Eugenio Pesci

 

LECCO – Cinque alpinisti di età ed epoche diverse sedute a un tavolo a parlare per più di un’ora di una parete.

Monti Sorgenti è anche questo e, a giudicare dal folto pubblico presente ieri pomeriggio nella sala conferenze di Confcommercio, l’iniziativa è stata molto apprezzata.

“L’idea è dell’artista lecchese Luisa Rota Sperti, un incontro che aveva in mente da anni frutto della sua amicizia col Det Alippi – ha spiegato il presidente del Cai Alberto Pirovano – Il tentativo è quello di far emergere le diverse personalità di quanti hanno avuto a che fare con il Sasso Cavallo, una parete bellissima che gli alpinisti hanno visto come una tela bianca su cui disegnare le proprie linee”.

Un posto particolare è stato riservato al ricordo di Marco “Butch” Anghileri: “Pochissimi alpinisti hanno avuto il rapporto che ha avuto lui con le Grigne – ha detto il giornalista Carlo Caccia, chiamato a moderare il tavolo -. Il Sasso Cavallo è la parete più famosa e di qualità, un richiamo per gli alpinisti più famosi”.

Det Alippi, Benigno Balatti, Luca Passini, Matteo Della Bordella ed Eugenio Pesci questi i protagonisti che hanno raccontato il loro rapporto con questa parete. A confronto epoche, materiali e sensibilità differenti tutte legate da un sottile fil rouge che trova ispirazione dall’amore per la montagna e dalla capacità di saperla guardare sempre con occhi nuovi.

La via del Det, ancora oggi rappresenta una cosa incredibile, liberata nel 2011 dai Ragni Luca Passini e Matteo Picardi: “A quell’epoca ho fatto un po’ da chioccia per tanti giovani che si avviavano all’arrampicata – racconta il Det -. C’era lì quella bellissima parete e mi sono solo detto ‘perché non fare una via’ “. Ricordi e aneddoti si susseguono: “Ho salito in solitaria la Cassin, l’ho fatto solo per dire ai giovani di non andare in montagna da soli perché non vale la pena: non si gode niente, sei come un cavallo con i paraocchi. Questo è ciò che penso io ma fortunatamente non siamo tutti uguali, basta vedere cosa ha fatto Marco Anghileri in solitaria”.

Benigno Balatti, cresciuto con il Det e legato da uno stretto rapporto, ha aperto 5 vie sul Cavallo tra cui la via della Stria: “Quella volta me la sono vista brutta, si è mosso un sasso e sono rimasto mezz’ora appeso con la mano incastrata prima di riuscire a venirne fuori”.

“Quando abbiamo deciso di ripetere la via del Det in libera, arrivato all’attacco mi son detto che aveva scelto il punto più duro dove la roccia è più compatta e dove sono nate le vie più moderne – ricorda Passini -. Attaccare lì quarant’anni fa significava essere molto convinti delle proprie capacità. Chi ci ha spinto a liberare la via del Det? E’ stato il Butch, ricordo che quando ce l’abbiamo fatta era più contento di noi”.

E poi c’è “If” la via aperta e liberata nell’aprile 2015 da Matteo Della Bordella ed Eugenio Pesci. “Era la primavera del 1998 quando con Butch ho ripetuto ‘Dieci piani di morbidezza’ – ricorda Pesci – In cima era in uno stato di estasi, ricordo ancora la felicità che sprigionavano i suoi occhi, mi disse ‘Siamo in paradiso’. L’idea di aprire una via in quel punto mi venne proprio al 2184, il locale di Marco Anghileri: c’era una grande foto del Sasso Cavallo e in quel punto non c’era nessuna via. Quella parete è magica e misteriosa, come tutta la val Meria”.

“Era il 2008, all’epoca non ero nemmeno tanto conosciuto, ma il Butch mi invitò a fare una serata nel suo locale – ricorda Matteo Della Bordella – Il giorno dopo salimmo ‘Dieci piani di morbidezza’, ho un ricordo ancora vivo della giornata e di come gli brillavano gli occhi quando parlava delle Grigne”.

Una serata piacevole, molto partecipata e ricca di ricordi da conservare, per pochi minuti la magia del Sasso Cavallo è arrivata fino in città.

Monti Sorgenti continua e questa sera (venerdì 18 maggio) l’appuntamento è in camera di commercio (ore 20.45) dove la Sezione Militare di Alta Montagna, con il Ragno Daniele Bernasconi, presenterà la spedizione al Gasherbrum IV per i 60 anni della prima salita.

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18 maggio 2018 — 09:10 / Lecco, Montagna
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