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Decreto Salvini, Arrigoni (Lega): “Il business dell’accoglienza ha i giorni contati”

Il senatore Paolo Arrigoni

LECCO – “Con il Decreto Salvini – Immigrazione e Sicurezza – i progetti di integrazione del sistema Sprar si occuperanno finalmente di chi ha veramente bisogno di tutela: le persone a cui è stata riconosciuta la protezione internazionale ed i minori non accompagnati. I richiedenti asilo, tra i quali nel 2017 meno del 10% si è visto riconoscere lo status di rifugiato, verranno indirizzati in centri ad essi dedicati (Cara) per un rapido esame della domanda ed una altrettanto rapida espulsione qualora non abbiano diritto d’asilo”.

Così il Senatore della Lega Paolo Arrigoni, Questore a Palazzo Madama e componente del Copasir, replica a quanto dichiarato sulla stampa dall’Assessore ai Servizi Sociali di Lecco Riccardo Mariani.  

“Mariani cerca di ridurre tutto ad una questione di quattrini, ma non è certo la mancanza di risorse economiche il motivo che ha portato all’emanazione del “Decreto Salvini” su immigrazione e sicurezza: è vero che i 700mila euro del “bonus gratitudine” di Gentiloni sarebbero potuti essere distribuiti molto meglio sul territorio lecchese anziché utilizzati come mancetta per premiare le amministrazioni che hanno deciso di sottostare al ricatto del precedente Governo, tuttavia – continua Arrigoni – lo scopo del decreto è quello di riportare legalità e rigore nel Paese dopo una lunga gestione scellerata dell’immigrazione, permeata dal buonismo del PD e della Sinistra, che dal 2013 con i governi Letta, Renzi e Gentiloni ha fatto acqua da tutte le parti e che, anziché ridurli, ha aumentato i fattori di attrazione del nostro Paese: favorendo l’ingresso di almeno 700mila sedicenti profughi tra il 2013 e il 2017!”

“All’Assessore Comunale di Lecco – e a quanti altri sono alla ricerca di una vetrina per gli imminenti appuntamenti elettorali – chiedo se considera normale che in una fase storica in cui 5 milioni di italiani sono in stato di deprivazione, e che avrebbero bisogno di aiuti anche economici, lo stato debba spendere, e in gran parte sprecare, 5 miliardi all’anno per una gestione dell’immigrazione che riguarda un numero enorme di migranti, per lo più economici e dunque clandestini”.

“Aver riconosciuto diffusamente la protezione umanitaria (il 25% delle domande nel 2017) dopo essere stati l’unico paese in Europa ad averla istituita con il Governo Prodi nel 2008 in aggiunta allo status di rifugiato e alla protezione sussidiaria è o no un’anomalia? Consentire la permanenza in Italia di centinaia di migliaia di irregolari senza adeguati piani di rimpatrio non sarà stato motivo di disagio sociale e un pericolo per la sicurezza delle nostre città?”, incalza Arrigoni.

E ancora: “Cancellare la protezione o negare la richiesta d’asilo in caso di reati gravi, come spaccio di droga, violenza sessuale o rapine, sarebbe una violazione? Revocare la cittadinanza italiana per gli stranieri che si macchiano di reati legati al terrorismo non è semplicemente buon senso?”

“Come giustamente afferma il Ministro dell’Interno Salvini, questo Decreto è un passo in avanti per un Paese più sicuro, per espellere delinquenti e finti profughi. Organizzazioni criminali, cooperative e albergatori falliti che lucravano sul business dell’accoglienza si mettano l’animo in pace. La pacchia è finita!”

 

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25 settembre 2018 — 16:57 / L'Opinione
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