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Calolzio. Il caso Pro Loco in consiglio. Minoranze all’attacco

CALOLZIOCORTE – Il consiglio comunale si è aperto con l’affaire Pro Loco, così è stata spesa la prima oretta di assemblea.

Il vice sindaco Massimo Tavola ha spiegato come si è giunti al rifiuto da parte della Pro Loco della convenzione proposta dall’amministrazione: “Il percorso di convenzione con la Pro Loco ha avuto un momento di stop perché la bozza presentata è stata rigettata da Consiglio della Pro Loco. Con rammarico e apertura siamo disposti a qualsiasi possibilità di accingerci a una riformulazione di questa collaborazione fattiva”.

Quindi ha chiarito come l’amministrazione era giunta alla formulazione di quella convenzione: “Sostanzialmente eravamo arrivati alla fase in cui era stata prodotta la bozza che doveva essere contro-riprodotta dalla Pro Loco con suggerimenti per arrivare a una elaborazione condivisa. La scelta della Pro Loco di pensare a un’altra sede e non fornire ancora i servizi previsti all’interno di questa bozza di convenzione ha lasciato un certo rammarico, ma stiamo valutando come comporre la questione perché la relazione con la Pro Loco è fattiva e collaborativa”.

Tavola ha precisato che non c’è stata nessuna interruzione di rapporti o di servizi: “E’ chiaro che lo strumento della convenzione ha bisogno di aggiornamenti. Queste criticità aprono le porte a nuovi metodi di relazione. La convenzione riproduceva la stessa precedente, gli oneri e le richieste formali di collaborazione erano tali e quali. Tutti i ritocchi che sono stati fatti erano modifiche migliorative che, secondo me, non sono state comprese fino in fondo. Eravamo anche riusciti a impostare un articolo che prevedeva la gratuità della sede”.

Il vicesindaco ha sottolineato che la questione non è stata affrontata con leggerezza: “Non c’è superficialità e soprattutto non diciamo che è finita la collaborazione con la Pro Loco. Per quanto riguarda il Maggio Calolziese so benissimo l’onere organizzativo che comporta, è proprio perché sono conscio di questa onerosità che capisco la scelta della Pro Loco”.

Pronta la replica da parte delle minoranze: “Il problema fondamentale è che la Pro Loco ha deciso di non avere più una forma stretta di collaborazione con il comune – ha detto Marco Ghezzi capogruppo della Lega Nord -. Lei può girare intorno all’argomento, ma la sostanza è che l’amministrazione non è stata in grado di condividere con la Pro Loco il contratto che disciplina i rapporti. La verità è che non vogliono più collaborare come si è collaborato in questi anni. Il responsabile di questo piccolo disastro dovrebbe fare una riflessione”.

Critico anche il capogruppo della Casa delle Sinistre Eleonora Rota: “Con rammarico abbiamo appreso dai giornali questa situazione. Noi non ne sapevamo niente di questo tavolo aperto con la Pro Loco per una convenzione che poi è stata rifiutata. In ballo, poi, c’era la questione della nuova sede dell’associazione nel sotto piazza ma il progetto si è arenato e l’amministrazione ha deciso da dare la priorità ad altre spese”.

Al fuoco di fila si è unito anche Dario Gandolfi, capogruppo di Lavoro Sviluppo e Libertà: “Questa è una delle poche questioni in cui la minoranza non è intervenuta. Un passaggio in commissione probabilmente avrebbe aiutato l’amministrazione. Dal quadro che ha dipinto, vicesindaco, sembra che la Pro Loco non sia stata capace di leggere la convenzione. Tra l’altro è tre anni che promettiamo la nuova sede ed evidentemente si sono sentiti un po’ presi in giro. Aver sottovalutato una problematica così importante è un grande errore politico. La Pro Loco è l’associazione più importante del comune, è la macchina che muove le altre associazioni. Andrà in difficoltà anche il Maggio Calolziese, chi organizzerà adesso? Avete toppato”.

Cristina Valsecchi (Lega Nord) ha espresso tutta la sua preoccupazione per l’organizzazione degli eventi futuri: “Mi sento molto toccata dalla questione perché è anni che lavoro con la Pro Loco nell’organizzazione di varie manifestazioni. Senza convenzione non ci sarà più il Maggio Calolziese e questo significa bloccare cultura, commercio e tanti altri aspetti della vita della città. Come farò a organizzare la Notte Bianca? L’appoggio della Pro Loco ci consentiva di non pagare l’occupazione del suolo pubblico, al contrario  non avremmo mai avuto i soldi per sostenere la spesa. E poi, chi terrà aperta sala civica in occasione delle serate? Pagheremo un funzionario del comune? Mi auguro che facciate una convenzione più consona, in fondo sono persone che lavorano gratis per tenere vivo il paese”.

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20 gennaio 2018 — 09:14 / Calolziese, Politica
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