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“Spese pazze” in Regione: non è peculato. Pena ridotta a Spreafico

Carlo Spreafico , ex consigliere regionale del PD

LECCO – A due anni dalla condanna per peculato, la Corte d’Appello riscrive sentenza sul caso delle ‘spese pazze’ in Regione, riqualificando il reato in indebita percezione di erogazioni pubbliche.

La notizia è diffusa dal Corriere della Sera e  interessa da vicino un politico lecchese, l’ex consigliere regionale del PD, Carlo Spreafico, che era stato condannato a due anni di reclusione insieme ad Alberto Bonetti Baroggi del Pdl, e a sei mesi Angelo Costanzo ex consigliere democratico. I tre avevano scelto il rito abbreviato ed erano stati ritenuti responsabili di aver utilizzato fondi della Regione per loro spese personali.

Il caso della ‘Nutella’, come ha conosciuto risalto la vicenda che ha toccato il politico lecchese poiché, tra i rimborsi richiesti e contestati dagli inquirenti, vi era anche un vasetto di Nutella da 2,7 euro, insieme ad altri generi alimentari ed elettrodomestici, il dvd di un corso d’inglese a 146,80 euro, un aperitivo a 6 euro, l’affitto di un box a Lecco per 650 euro, un ombrello acquistato in autogrill e la quota associativa all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia anno 2008, 101 euro. Tra il 2008 e il 2012, ricorda il Corriere della Sera, Spreafico avrebbe ottenuto rimborsi per un totale di 33,9 mila euro.

Ora, la nuova sentenza dimezza la prescrizione (15 anni quella prevista per il peculato) e riduce la pena nei confronti dell’ex consigliere PD, dai due anni del primo grado a otto mesi dell’appello. Il consigliere del PDL ha invece ottenuto la prescrizione totale e subirà solo una sanzione amministrativa di circa 5.500 euro.

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11 dicembre 2017 — 14:30 / Politica
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